Matteo e Angela, due anni e mezzo di alti e bassi

Europa
Angela Merkel e Matteo Renzi a Milano il 16 ottobre 2014
 ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Dall’11 luglio 2013 a oggi, ecco il film del controverso rapporto tra Renzi e Merkel ricostruito evento per evento

11 luglio 2013, Berlino – Che gli incontri tra Angela Merkel e Matteo Renzi siano destinati a far discutere, lo si vede già dal primo appuntamento. Un incontro che doveva rimanere “privato”, quello tra la Cancelliera e l’allora sindaco di Firenze, lanciato verso le primarie che lo eleggeranno segretario del Pd, ma che invece diventa presto di pubblico dominio. La prima preoccupazione da entrambe le parti è allora quella di evitare polemiche con il premier Enrico Letta: “Ho un rapporto molto buono e molto intenso con Enrico Letta, che ho avvertito dell’incontro con Renzi. Ma se conosco qualcun altro non è male”, spiega Merkel, che aggiunge di aver voluto incontrare Renzi dopo aver letto una sua intervista su Italia ed Europa e di averla trovata “molto interessante”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi (D) parla con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier britannico David Cameron (S) prima dei lavori del vertice Ue sull'Ucraina, Bruxelles, 6 marzo 2014.  ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY - NO ARCHIVE++

6 marzo 2014, Bruxelles – Primo vertice internazionale per Renzi da presidente del Consiglio. Prima un incontro ristretto con Merkel, Hollande, Cameron e Tusk e poi un Consiglio straordinario dei capi di Stato e di Governo dell’Ue dedicati alla crisi ucraina. Il neo premier italiano, però, ne approfitta per iniziare a riposizione il nostro Paese nei rapporti con l’Ue: “Basta con il costante ritornello italiano per cui si dipinge l’Europa come il luogo dove veniamo a prendere i compiti da fare a casa. L’Italia sa perfettamente cosa deve fare e lo farà da sola per il futuro dei nostri figli”.

renzi merkel German Italian Government consultations17 marzo 2014, Berlino – È il primo bilaterale tra Renzi e Merkel, entrambi nelle vesti di capi dei rispettivi governi. “Renzi mi ha illustrato un programma di riforme molto ambizioso – ha detto la Cancelliera in conferenza stampa – gli auguro molta fortuna e coraggio, tutto il bene: si tratta di un cambio strutturale, anche con riforme del mercato del lavoro che porteranno a uno sviluppo positivo. L’Italia rispetterà il fiscal compact, lo so bene – ha aggiunto con ottimismo – non c’è la minima ragione di dubitare e mi auguro che le riforme vengano attuate, credo ci siano ottime possibilità”. Lo scatto che contraddistingue il vertice è quello che ritrae il premier italiano mentre dona a Merkel la maglia autografata di Mario Gomez, attaccante tedesco della Fiorentina.

5 giugno 2014, Bruxelles – Al primo G7 a cui partecipa, Renzi si muove di comune accordo con la Cancelliera tedesca promuovendo sulla crisi ucraina una linea che si afferma anche tra gli altri partecipanti. Merkel apprezza anche l’impegno del premier italiano per rilanciare “con le idee, non con i nomi” il dibattito sulle politiche dell’Ue. E la sponda di Barack Obama, che chiede un maggior impegno dei partner europei sulla crescita, rafforza le posizioni di Renzi.

Tensione Renzi-Merkel, non faremo come Germania in 200326 giugno 2014, Ypres – Forte del successo alle elezioni europee, Renzi apre il primo scontro diretto con Merkel, in occasione di un vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Ue. “Noi rispettiamo e rispetteremo i patti: non faremo come fece la Germania nel 2003”, è la frase del premier che indispettisce la Cancelliera. Il riferimento a quando il governo tedesco sforò i parametri europei per agevolare il cammino delle proprie riforme (soprattutto sul mercato del lavoro) diventerà da questo momento un memento costante che Renzi rivolgerà a Berlino.

NATO Summit 2014 in Newport4-5 settembre 2014, Newport – Il summit della Nato sancisce il prevalere della linea italo-tedesca (sostenuta anche dalla Francia) sulla crisi ucraina. Dopo aver incontrato il premier di Kyev, Poroshenko, gli alleati chiudono l’accordo sulla base della proposta portata al tavolo da Merkel e Renzi, che prevede un atteggiamento più soft di quella sostenuta dall’asse anglosassone. I leader del Patto Atlantico trovano la quadra su nuove sanzioni da imporre alla Russia e sostengono il lavoro degli Stati Uniti nel tentativo di costruire una coalizione in grado di rispondere celermente a eventuali attacchi terroristici.

renzi merkel European Union (EU) extraordinary summit "Growth and Employment"8 ottobre 2014, Milano – Renzi presiede un vertice straordinario dei leader europei dedicato al lavoro. Il presidente del Consiglio arriva al tavolo dopo aver approvato il Jobs Act (passaggio apprezzato dagli alleati), ma soprattutto dopo aver innescato un nuova polemica proprio nei confronti della Merkel, sostenendo la linea del premier francese Valls anti-austerity. La risposta di Berlino a Parigi è sempre la stessa, cioè l’ammonimento sulla necessità di “fare i compiti”, e provoca la reazione piccata di Renzi: “Merkel non tratti gli altri come scolaretti”. A Milano, poi, il chiarimento tra i due.

Mass rally for attack victims in Paris11 gennaio 2015, Parigi – Renzi, Merkel e gli altri leader mondiali si ritrovano al fianco di François Hollande dopo gli attentati terroristici contro il giornale satirico Charlie Hebdo e il supermercato kosher. L’Europa e tutto l’Occidente si uniscono nella reazione all’Isis, mentre in un vertice dei ministri dell’Interno di Usa e Ue inizia a balenare l’ipotesi di una sospensione della libera circolazione introdotta con il Trattato di Schengen. Un’ipotesi che, per il momento, viene rigettata ma che tornerà presto in auge, fino ad arrivare a mettere in crisi – è cronaca di questi giorni – la tenuta stessa dell’Unione europea.

Merkel meets with Renzi22-23 gennaio 2015, Firenze – “Siamo qui insieme perché insieme possiamo cambiare l’Europa. Su questo mi impegno con Angela Merkel. Cambiamo la narrativa dell’Europa contro coloro che vogliono distruggerla”. L’auspicio è espresso da Matteo Renzi, che ospita la Cancelliera agli Uffizi, nella ‘sua’ Firenze, per un bilaterale che segna uno dei momenti migliori del rapporto tra i due leader. All’ombra del David, davanti al quale si svolge la conferenza stampa, Merkel definisce “molto ambizioso e molto importante” il processo delle riforme intrapreso dal governo italiano, con un invito pressante: “Dovete andare avanti”. E promette: “Gli imprenditori tedeschi (da lei incontrati durante la visita, ndr) adesso sono pronti a investire in Italia”.

EU leaders meet for migration summit23 aprile 2015, Bruxelles – L’emergenza migranti porta allo stesso tavolo Renzi, Merkel, Hollande e Cameron per provare a mettere in campo soluzioni più efficaci. Cinque lunghe ore di discussione che portano a triplicare i fondi per la missione Triton, per la sorveglianza delle coste e dei confini europei, ma anche ad aprire terreni di scontro che rimangono ancora irrisolti. “Siamo pronti a sostenere l’Italia ma la registrazione dei rifugiati deve essere fatta in modo adeguato secondo le regole europee”, pressa Merkel. Mentre Renzi pressa per superare il Trattato di Dublino e programmare una ricollocazione dei profughi a livello europeo.

7-8 giugno 2015, Elmau – Al di là dei contenuti del G7, seppure importanti (Ttip, ambiente, economia), il vertice in Baviera viene ricordato anche per l’accoglienza riservata al nostro premier, accolto al suo arrivo dalle note di Azzurro, suonate dalla banda. Per alcuni, una umiliazione riservata a Renzi e al nostro Paese. In realtà, la polemica è subito smontata, come dimostra il fatto che anche gli altri leader presenti sono stati accolti non con i rispettivi inni nazionali, bensì con brani popolari. “C’è subalternità psicologica – ha ribattuto il premier italiano – ma il mondo ci considera un grande Paese e io avverto l’orgoglio di rappresentare l’Italia e quando vedo polemicucce piccole così, dico che c’è ancora un po’ di strada da fare per recuperare terreno”.

German Chancellor Merkel meets Italian PM Matteo Renzi1 luglio 2015, Berlino – In uno dei passaggi più delicati per l’Ue, alla vigilia del referendum greco sul piano di salvataggio, Renzi e Merkel si ritrovano fianco a fianco in un bilaterale che rafforza l’asse Roma-Berlino e allontana invece le due capitali da Parigi. Mentre Hollande spinge per un accordo subito con Tsipras, Italia e Germania decidono che è meglio aspettare l’esito della consultazione. Inoltre, i due leader concordano sulla necessità di un piano di redistribuzione europea dei profughi, sul quale il presidente francese aveva già espresso invece tutte le proprie perplessità. Il resto è tutto un complimentarsi per il “ritmo sorprendente” con il quale il governo italiano sta attuando le riforme e – in risposta – un apprezzamento per quelle norme tedesche che “a volte copiamo”.

17 agosto 2015, Milano – Matteo Renzi e la moglie Agnese accolgono Angela Merkel e consorte, nella loro visita-lampo ai padiglioni di Expo. Una passeggiata amichevole, tra battute, sorrisi e qualche selfie, al termine della quale la Cancelliera ha espresso il proprio apprezzamento per l’Esposizione. Lasciando per un momento in secondo piano le emergenze politiche, a partire da quella sull’immigrazione, era questo il risultato che il premier italiano voleva ottenere: dimostrare che anche l’Italia sa essere efficiente, a partire dall’organizzazione di un evento importante come questo.

Extraordinary EU Summit on migration and refugees crisis23 settembre 2015, Bruxelles – Mentre la Germania introduce i controlli alle proprie frontiere per frenare l’ondata di profughi in arrivo, i leader europei si ritrovano a discutere un nuovo piano per fronteggiare l’emergenza. Renzi festeggia l’accordo che prevede l’avvio entro due mesi degli hotspot, della ricollocazione dei profughi e dell’impegno comune per il rimpatrio di chi non ha diritto allo status di rifugiato. Come sappiamo, nessuno di questi punti sarà realizzato appieno e ancora adesso rimangono questioni aperte.

Matteo Renzi at Valletta summit on Migration11 novembre 2015, La Valletta – Prima di arrivare al vertice internazionale sull’immigrazione a Malta, Renzi rilascia un’intervista al sito della Welt, uno dei giornali più vicini alla Cancelliera, nella quale ribadisce il rapporto franco con Merkel (“Siamo molto franchi l’uno con l’altra, ci diciamo le cose come stanno anche laddove le nostre opinioni divergono”) e, mentre apprezza la linea tedesca sull’immigrazione, ribadisce i propri rimproveri sul piano della politica economica: “Puntare sull’austerità invece che sulla crescita è stato un errore, ma finché la situazione resterà questa, rispetterò le regole”. Il giornale tedesco riporta anche un siparietto che ha caratterizzato l’intervista: mentre il premier passa una tazzina di caffè ai suoi ospiti, chiede che non siano scattate foto. “Non sono il cameriere di Angela…”, scherza.

ITALIAN PRESIDENT MATTEO RENZI17 dicembre 2015, Bruxelles – È la scintilla che induce Merkel a organizzare il vertice di domani a Berlino. Al Consiglio europeo, Renzi mette in fila tutte le proprie critiche alle scelte che Berlino impone o cerca di imporre a Bruxelles, dallo stop al completamento dell’unione bancaria al North Stream 2. “Cara Angela, non potete raccontarci che donate il sangue all’Ue”: è questa la frase simbolo dello scontro. È l’inizio ufficiale del tentativo del premier italiano di riconquistare per il nostro Paese un ruolo centrale in Europa, rompendo il tradizionale asse franco-tedesco e, soprattutto, la posizione dominante di Berlino. Nella situazione attuale, però, nessuno dei due leader domani sembrano interessati a una rottura: sia Renzi che Merkel hanno tutto da guadagnare da un’intesa che li riporti fianco a fianco.

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