Marò, Italia fiduciosa sul rimpatrio di Girone

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I fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone  a New Delhi  6  febbraio 2014.
 ANSA

“Ci sono i presupposti giuridici e umanitari per il rientro del fuciliere di Marina”. Ma se arriverà il sì, le spiegazioni saranno soprattutto politiche

“L’Italia è convinta che vi siano i presupposti, sia giuridici che umanitari, affinché il Tribunale arbitrale possa considerare positivamente la possibilità di far rientrare il fuciliere di Marina, Salvatore Girone, cui va il nostro pensiero affettuoso, in attesa della decisione dello stesso Tribunale sulla giurisdizione del caso”. A dirlo all’Ansa è l’ambasciatore Francesco Azzarello, che rappresenta l’Italia all’Aja, dove domani inizierà una nuova udienza sul caso dei due marò italiani.

Come anticipato ieri da Unità.tv, sono cambiate le condizioni politiche nel rapporto tra Italia e India. E questo potrebbe essere un fattore determinante per il rientro di Girone. Il premier indiano Modi, infatti, ha bisogno del sostegno del nostro governo per entrare nel programma missilistico internazionale Missile technology control regime (Mtcr). Finora, l’Italia ha posto il veto sulla partecipazione indiana proprio per la questione pendente che riguarda i due fucilieri.

Se adesso la posizione di Nuova Delhi dovesse ammorbidirsi, per il Tribunale dell’Aja sarebbe più semplice acconsentire alla richiesta italiana di rimpatrio per Girone.

Il collegio di difesa italiano è composto da Daniel Bethlehem, ex capo del servizio giuridico del Foreign Office britannico, dal suo predecessore Michael Wood, da Guglielmo Verdirame, Paolo Busco e Ida Caracciolo. Il team si trova già al lavoro all’Aja dal giorno di Pasqua per preparare e coordinare gli interventi. Tra 48 ore, forse, sapremo se entrambi i marò potranno rimanere in Italia fino alla fine dell’arbitrato.

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