Marò, il pressing di Mattarella e Gentiloni: “Faremo di tutto”

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Il governo italiano si prepara all’udienza del 10 agosto per l’arbitrato internazionale. Giallo sulla posizione dell’India

“L’Italia è un paese pronto a proteggere i propri cittadini e che intende continuare a battersi con determinazione affinché Massimiliano La Torre possa restare in Italia e Salvatore Girone possa tornare al più presto”. Lo ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella, intervenendo stamattina all’undicesima conferenza degli ambasciatori italiani. Un impegno, quello per i nostri marò, confermato anche dal ministro degli esteri Paolo Gentiloni, che intervenendo poco prima aveva confermato “l’impegno del governo per difendere le ragioni” dei due militari “nelle sedi internazionali che abbiamo deciso di attivare”.

Le parole di Mattarella e Gentiloni arrivano all’indomani delle indiscrezioni pubblicate dalla stampa indiana, secondo le quali nel corso della seduta fissata per il 10 agosto presso il Tribunale internazionale per i diritti del mare, il governo di New Delhi avrebbe deciso di opporsi al rientro di Girone in Italia e alla permanenza in patria di La Torre e di contestare la titolarità dei giudici terzi di Amburgo a occuparsi del caso, rivendicando per la magistratura indiana tale diritto. La richiesta di un arbitrato internazionale era stata richiesta dall’Italia, che è pronta a ribadire le proprie ragioni.

Fonti della Farnesina ribadiscono che il nostro governo ribadirà le proprie ragioni. E trapela anche un cauto ottimismo sulla posizione indiana, che potrebbe non essere così rigida come fatto trapelare sulla stampa.

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