Marò, il no del Tribunale di Amburgo all’Italia

Esteri
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Con una decisione non unanime il Tribunale del mare respinge la richiesta italiana di far rientrare Girone e di far restare Latorre

Niente da fare, Amburgo non sblocca la vicenda dei due marò italiani.

“L’Italia e l’India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa”. E’ questo il verdetto del Tribunale del mare di Amburgo sul caso dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ritenuti responsabili dalla giustizia indiana dell’uccisione di due pescatori al largo delle coste dello Stato indiano del Kerala nel febbraio 2012.

Dunque è stata respinta la richiesta italiana sulle misure temporanee: l’Italia aveva chiesto, in attesa della conclusione dell’iter giudiziario, il rientro in patria di Salvatore Girone, ora in India, e la permanenza in Italia di Massimiliano Latorre, attualmente in convalescenza a casa dopo il malore accusato in India. Roma inoltre aveva chiesto che l’India cessi di esercitare qualunque tipo di giurisdizione sul caso.

La decisione del Tribunale del Mare è stata presa con un verdetto non unanime: 15 voti a favore contro 6. Il presidente del Tribunale, Vladimir Golitsyn, si è espresso a favore. La motivazione della decisione risiede nella necessità di preservare i diritti delle parti. Entro il 28 settembre Roma e New Delhi dovranno presentare un rapporto di ottemperanza con le misure previste.

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