Marino sfida tutti: “Vado in consiglio”. E il Pd pensa di avere i numeri per lo scioglimento

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Roma Ignazio Marino

Il sindaco ritira le dimissioni, lunga riunione dei dem al Nazareno

Ignazio Marino ritira le dimissioni, il Pd chiede ai suoi consiglieri di presentarle in massa. Si snoda lungo questo binario la lunga giornata di oggi. È chiara la volontà del sindaco di sfidare i suoi critici in aula mentre i dem sono alla caccia delle 25 dimissioni necessarie per provocare l’automatico scioglimento del consiglio comunale.

Al momento, dalle informazioni che arrivano da alcune fonti del Pd, gli altri consiglieri che potrebbero dimettersi entro domani sono Daniele Parrucci di Centro democratico, Roberto Cantiani del Pdl, Svetlana Celli della Lista civica Marino sindaco, Sveva Belviso di Altra destra, Cosimo Dinoi del Gruppo misto, Alfio Marchini e Alessandro Onorato della Lista Marchini. In questo modo si arriverebbe a 25, sempre che tutti i consiglieri del Pd accettino di presentare le dimissioni insieme alla minoranza. Una decisione difficile dal punto di vista politico.

“È meglio se questi consiglieri facciano altro nella vita” ha detto la consigliera di Sel Gemma Azuni commentando le possibili dimissioni in massa dei consiglieri pd insieme ai gruppi di minoranza. “Noi stiamo lasciando Roma in mano a chi conosciamo bene – ha detto ancora Azuni – Un atto del genere rappresenterebbe una figuraccia per un partito che si definisce di centrosinistra”.

Il Movimento 5 Stelle, invece, chiede agli altri consiglieri di firmare la mozione di sfiducia presentata dai pentastellati “sulla base dei due anni fallimentari della giunta Marino”, ha spiegato il capogruppo Marcello De Vito.

Intanto hanno rassegnato le dimissioni Marco Causi, l’assessore ai Trasporti Stefano Esposito, l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella (“Torno a fare il magistrato”, ha detto) e l’assessore alla Scuola Marco Rossi Doria, tutti del Pd. A breve arriveranno anche le dimissioni formali dell’assessore ai Lavori pubblici e coordinatore per il Giubileo Maurizio Pucci, dell’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli e dell’assessore al Turismo Luigina Di Liegro.

Nel frattempo Marino, come detto, ha deciso di fare di testa sua e di ritirare le dimissioni informando la presidente dell’Assemblea capitolina Valeria Baglio, della sua “intenzione di avere una discussione aperta, franca e trasparente nell’Aula Giulio Cesare”, che ha definito “luogo sacro per la democrazia”. “Sono assolutamente pronto – ha detto Marino – a confrontarmi con la mia maggioranza – ha aggiunto – a illustrare quanto fatto, le cose positive, gli errori, la visione per il futuro”.

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