Marino: “Roma vuole che resti, correrò alle primarie”

Roma
Il sindaco di Roma Ignazio Marino durante la conferenza stampa con l'Ama per illustrare le operazioni riguardanti il risanamento di Ama e il decoro della città. Roma 18 giugno 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Il primo cittadino dimissionario Ignazio Marino in un’intervista pubblicata oggi da La Repubblica avverte: “Primarie nel Pd? Potrei esserci”

“Se si faranno le primarie nel Pd, è possibile che ci sia anch’io”. Così il sindaco dimissionario di Roma, Ignazio Marino, in un’intervista a Repubblica in cui spiega di non aver ancora deciso se confermare le proprie dimissioni. “La legge mi dà 20 giorni per verificare se la mia esperienza è davvero finita – spiega Marino – o se ci sono le condizioni per rispettare il partito che mi ha eletto alle primarie con il 52%, parlo del Pd e di Sel, e al ballottaggio con il 64%”. “Mi sono dimesso – aggiunge – perché volevo andare dai magistrati senza alcuna protezione formale” ma, ribadisce, “non ho mai, ripeto mai, usato denaro pubblico a fini privati”.

E poi, sul proprio partito dichiara: “Io sono un nativo del Pd, e penso che questa sia una crisi politica, che vada riportata dentro i confini della politica. È una questione che deve essere valutata dal Pd” sottolinea il primo cittadino che aggiunge “Questa è la sfida della mia vita, e io voglio vincerla. Ma tocca agli eletti dal popolo, alla mia maggioranza, dirmi se questa esperienza deve proseguire o deve essere interrotta”. E comunque “le persone che incontro per strada mi chiedono di non interrompere questa esperienza”.

E avverte il premier: “Ho grande rispetto per chi, come Renzi, sta cercando di cambiare questo Paese. Però mi permetto di dire che non capita tutti i giorni che 50 mila persone firmino una petizione per chiedere al sindaco di restare”.

Sulla vicenda scontrini, Marino dice che “forse è stato un errore”, in attesa di essere ascoltato dalla procura, non aver convocato una conferenza stampa per contestare quanto veniva sollevato: “Ma non volevo che i magistrati leggessero sui giornali ciò che io non avevo ancora raccontato a loro”.

Parlando del Papa invece chiosa che “con il registro delle unioni civili mi sono fatto molti nemici, ma non mi permetto neanche lontanamente di dire che ci sia un collegamento tra le due cose”.

Nell’intervista Marino annuncia l’arrivo di 38 milioni nelle casse del Comune. “Nel 2003 un debitore diede in pegno un rocchetto di nichel. Ora l’abbiamo venduto, e anche grazie a questi soldi potremo comprare nuovi autobus, riparare le linee delle metropolitane..

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