Marino se ne va nel pomeriggio. Zingaretti: “Io non mi candido”

Roma
Il sindaco di Roma, Ignazi Marino, lascia il Campidoglio, Roma, 9 Giugno 2015. ANSA/ VINCENZO TERSIGNI

Attesa per le dimissioni formali. Decine di persone sotto la sede del Pd: “Marino ripensaci”

Lascia oggi, Ignazio Marino, che da stamane è al Campidoglio dove è attesa la formalizzazione della sua scelta di dimettersi.

Nicola Zingaretti, presidente delle regione Lazio, ha detto chiaramente che non intende candidarsi.

Intanto sotto la sede del Pd al Nazareno è in corso dalle 12 un sit in di alcune decine di suoi sostenitori che polemizzano con il partito di Renzi e invitano Marino a ripensarci.

“Si era rotto il rapporto fra amministrazione comunale e città” – ha detto ieri il premier Matteo Renzi ospite da Fabio Fazio a Che Tempo che fa parlando di Ignazio Marino. “Anche pensando al Giubileo, abbiamo bisogno di una capitale che funzioni: con una metropolitana efficiente, un piano per i trasporti e le periferie, strade senza buche, con un’idea di sport anche in vista della candidatura olimpica per il 2024. Questo è l’abc per un primo cittadino”. E sul come scegliere il candidato, il segretario-premier non ha dubbi: “Saranno i romani e non io o il Pd a scegliere il sindaco, siamo o non siamo il partito delle primarie?”.

Prosegue nel frattempo la discussione sul nome del commissario che dovrà traghettare la Capitale alle prossime elezioni. A cominciare da quello di Alfonso Sabella. «Sabella è un ottimo nome – dice ancora Renzi a Fazio – ma chi sarà il commissario lo deciderà il prefetto di Roma, nei prossimi mesi è fondamentale che chi può dare una mano a Roma lo faccia».

Lo stesso Sabella  rispondendo a chi gli chiedeva se sia stato contattato da qualcuno per fare il commissario ha detto: “No, non mi ha contattato ancora nessuno”. Poi ha aggiunto questa città ha bisogno “di una macchina amministrativa efficiente, che sarà data da una struttura commissariale che metterà in campo il governo”.

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