Marino: “Oggi giornata piena di decisioni”. Lascia o raddoppia?

Roma
Ignazio Marino saluta i suoi sostenitori  in Campidoglio a Roma 25 ottobre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Il sindaco si divide tra la Festa del Cinema e l’inaugurazione di cantieri e strade, oggi è previsto il ritiro delle dimissioni

Ieri sera era all’Auditorium Parco della Musica, per la Festa del cinema, all’anteprima italiana di “Spectre”, il 24esimo film della saga cinematografica di James Bond, la mattinata trascorsa a inaugurare strade e cantieri e per oggi il programma è quello di fare lo stesso.

Oggi in agenda per il sindaco di Roma Ignazio Marino, però, anche il ritiro delle dimissioni anche se il tatticismo portato avanti finora diventa, ogni giorno che passa, solo arroccamento. Intanto Marino, ha convocato alle 11 una riunione della giunta capitolina. “Oggi è una giornata importante, piena di decisioni”, si è limitato a dire il sindaco dimissionario.

“La mia è una giunta che lavora e che guarda avanti” aveva detto ieri il primo cittadino nel corso dell’inaugurazione di un viadotto in periferia a Roma. “Questa città ha patito corruzione e criminalità, noi abbiamo mostrato discontinuità – ha aggiunto – questo ponte è stato realizzato in pochi mesi come lavori in Via Marsala”. Il primo cittadino in mattinata si era fermato invece a lavorare a Palazzo Senatorio, come ogni giorno da quando ha firmato la sua lettera di dimissioni che diventeranno effettive il 2 novembre, salvo ripensamenti.  “Inaugureremo altri cantieri, Roma deve andare avanti”, ha detto il sindaco dimissionario che però non ha voluto rispondere sulle sue mosse future.

La “questione romana” insomma è tutt’altro che chiusa, lo scenario più probabile è che una volta ufficializzato il ritiro delle dimissioni Marino si presenterà poi in Assemblea capitolina per chiedere alla sua ormai ex maggioranza di andare avanti insieme. Ma a questo punto potrebbero esserci le dimissioni (vere) di alcuni assessori della sua giunta (forse anche qualche fedelissimo) e gli esponenti del Partito democratico, a quel punto, risponderebbero con una mozione di sfiducia, che verrebbe portata in Aula e depositata proprio al termine dell’intervento del sindaco uscente senza neanche un intervento di replica, facendo partire così il conto alla rovescia dei dieci giorni necessari prima di poter mettere ai voti il documento. Altra opzione potrebbe essere l’addio in massa dei 19 consiglieri Pd, a cui si dovrebbero aggiungere altri sei colleghi per arrivare alla fatidica quota di 25 consiglieri dimessi in contemporanea, che porterebbe allo scioglimento automatico del Campidoglio. La sostanza però è semplice: il consiglio comunale non segue più il sindaco.

Il presidente del Pd Matteo Orfini, commissario del partito a Roma, in un intervista al Corriere della Sera liquida così la faccenda: “È un balletto ridicolo e sinceramente mi dispiace per Ignazio Marino: credo stia facendo una figuraccia”. Pechè “il finale della storia è già scritto: l’esperienza di Marino è finita”. E dunque “se Marino non ritira le dimissioni tanto meglio, se invece lo valuteremo e decideremo quale sia la strada migliore da seguire”.

 

 

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