Marino, molto livore per nulla

Roma
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Alla conferenza stampa valanga di accuse al Pd e zero assoluto sul suo futuro

Dalle anticipazioni di stampa e dalla prima conferenza stampa di presentazione del suo libro – Un marziano a Roma – non sembra che Ignazio Marino abbia molto da aggiungere alla narrazione già ben nota dello scontro con il Pd che lo portò alle dimissioni da sindaco di Roma, “le ventisei coltellate” (titolo del primo capitolo) eccetera. Leggeremo il dettaglio, lo ascolteremo di nuovo. Soprattutto cercheremo di capire cosa vuole fare, il professore: su questo zero assoluto, tanto per mantenere un po’ di suspense.

Ne ha per tutti, in primo luogo per Matteo Renzi, poi per “il traditore” Matteo Orfini, ma anche per Nicola Zingaretti, per il Pd di Roma, (“non esiste più”), che lavorava contro il sindaco preferendogli i costruttori, per i consiglieri comunali dem costretti a piegare la testa perché “non hanno un lavoro” e via dicendo: tutto già visto, già sentito.

Invece, come si diceva, il professore oggi non ha voluto dire cosa intende fare adesso. Si candida? E se non si candida, per chi voterà? E cosa pensa dei vari candidati? A parte un lapsus su Giachetti, chiamato “Riccardo” (“Non lo conosco personalmente…”), Marino ha ripetuto varie volte la solita frase sui programmi che non ci sono; né ha chiarito se intende lasciare il Pd anche formalmente (dopo la valanga di insulti al segretario e al presidente sarebbe una conseguenza logica). Già, il Pd. “Non si è isolato troppo nel Pd”, gli ha chiesto il nostro Cristiano Bucchi. E lui: “Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella d’isolamento”. Pesantuccio, eh?

Dunque, “Un marziano a Roma”: un bel titolo, era quello di una commedia di Ennio Flaiano (che purtroppo alla “prima” venne fischiata dal pubblico, tanto che lo scrittore disse con la consueta ironia: “L’insuccesso mi ha dato alla testa”). Ci sarebbe un altro titolo, però, ancora più illustre, “Molto rumore per nulla”. Anzi, nella versione mariniana, “Molto livore per nulla”.

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