Marino non è più sindaco

Roma
Il sindaco di Roma Ignazio Marino lascia in bici il Vaticano al termine del primo vertice sul Giubileo con Monsignor Fisichella. Roma 11 maggio 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Formalizzate le dimissioni, scattano i 20 giorni per “ripensarci”: ipotesi improbabile

Ignazio Marino ha formalizzato le dimissioni da sindaco di Roma, consegnandole al presidente dell’assemblea capitolina Valeria Baglio. Da domani scattano i 20 giorni previsti dalla legge passati i quali le dimissioni saranno esecutive ed irrevocabili. Il 2 novembre dunque Marino decadrà.

Intanto, Nicola Zingaretti, presidente delle regione Lazio, ha detto chiaramente che non intende candidarsi.

Sotto la sede del Pd al Nazareno è in corso dalle 12 un sit in di alcune decine di suoi sostenitori che polemizzano con il partito di Renzi e invitano Marino a ripensarci. Adesso i pro-Marino sono una ventina.

“Si era rotto il rapporto fra amministrazione comunale e città” – ha detto ieri il premier Matteo Renzi ospite da Fabio Fazio a Che Tempo che fa parlando di Ignazio Marino. “Anche pensando al Giubileo, abbiamo bisogno di una capitale che funzioni: con una metropolitana efficiente, un piano per i trasporti e le periferie, strade senza buche, con un’idea di sport anche in vista della candidatura olimpica per il 2024. Questo è l’abc per un primo cittadino”. E sul come scegliere il candidato, il segretario-premier non ha dubbi: “Saranno i romani e non io o il Pd a scegliere il sindaco, siamo o non siamo il partito delle primarie?”.

Prosegue nel frattempo la discussione sul nome del commissario che dovrà traghettare la Capitale alle prossime elezioni. A cominciare da quello di Alfonso Sabella. «Sabella è un ottimo nome – dice ancora Renzi a Fazio – ma chi sarà il commissario lo deciderà il prefetto di Roma, nei prossimi mesi è fondamentale che chi può dare una mano a Roma lo faccia».

Lo stesso Sabella  rispondendo a chi gli chiedeva se sia stato contattato da qualcuno per fare il commissario ha detto: “No, non mi ha contattato ancora nessuno”. Poi ha aggiunto questa città ha bisogno “di una macchina amministrativa efficiente, che sarà data da una struttura commissariale che metterà in campo il governo”.

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