Marino al count-down del Giubileo

Dal giornale
Il presidente del consiglio Matteo Renzi durante la trasmissione televisiva "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa, Roma, 16 giugno 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Amareggiato per la rassegna stampa inviata dall’Italia, il sindaco resta in contatto con Gabrielli, Causi e Sabella

Chi sperava in uno strapuntino, un incarico, un posto, un ruolo, dovrà per forza attendere. Chi invece «vuol mettere a disposizione idee ed energie per il Giubileo, benvengano entrambe». Ma una cosa è certa: «Non abbiamo tempo, purtroppo, – dice l’assessore ai Trasporti Stefano Esposito – di dare vita a quel Comitato di indirizzo di idee e progetti da più parti auspicato. Il tempo è poco, l’anno giubilare è stato annunciato a metà marzo spiazzando tutti, e non possiamo permetterci strutture intermedie. D’altra parte questo Giubileo non è per sua natura paragonabile a quello del Duemila che ebbe due-tre anni di preparazione. Così come non sono paragonabili le disponiblità economiche».
La lettura della rassegna stampa è stato un boccone amaro per il sindaco Marino ancora in ferie. Ovunque la parola «commissariato», quando va bene si parla di «blindatura», «tutoraggio» e «svuotamento delle funzioni». Per lo più si parla di «badante», «stampella» o «sindaco dimezzato». Hanno fatto male certe metafore con «il poliziotto balia» con tanto di «ciucciotto e bavaglino». Ma il titolare del Campidoglio ostenta «soddisfazione» per le scelte del governo, tira innanzi e non si cura. Sarà a Roma per il 3 settembre, giorno della grande marcia antimafia nel rione che ha ospitato il funerale show dei Casamonica. In costante contatto con il vicesindaco Causi e il prefetto Gabrielli sovrintende anche da oltreoceano alla macchina del Giubileo. «Ora basta chiacchiere – dicono dal Campidoglio – passiamo ai fatti». La squadra è in campo. La cabina di regia coordinata dal prefetto Gabrielli si è nei fatti già insediata. L’assessore alla legalità Alfonso Sabella ha già fatto buona parte del lavoro. Le riiunioni con il sindaco e il governatore sono prassi da aprile. Il Giubileo straordinario della Misericordia non sarà un evento dagli effetti speciali ma darà comunque molto – queste sono le intenzioni – alla città di Roma e ai romani. Diciamo che dovrà restituire almeno l’immagine di una città pulita e funzionale. A misura di cittadino e pellegrino.

Un centinaio di milioni
Partiamo dai soldi, che sono pochi e tutti autofinanziati, 50 milioni sicuri più altri trenta, in tutto un centinaio circa tramite un mutuo sottoscritto dal Comune (che è sotto gestione finanziaria controllata visto il buco di bilancio che si porta dietro da anni) presso la Cassa Depositi e prestiti. In questo recinto stretto la giunta ha dovuto, già ai primi di agosto, retrocedere da una prima lista di interventi, 131 opere per un costo previsto di circa 200 milioni, che è stata rinviata a quello che viene chiamato «il piano a medio termine per rilanciare Roma» e che riguarda il completamento dell’anello ferroviario intorno alla città, il sistema di piste ciclabili (Grab) e il potenziamento dei collegamenti (strade e ferrovia) per Fiumicino a cominciare da quel Ponte dei Congressi che arriverà all’Eur. Il piano «a medio termine» prevede anche un importante intervento su linee metro e bus: l’assessore Esposito ha messo giù una lista di richieste per 370 milioni e se va tutto bene a fine 2015 la linea delle metro C dovrebbe essere completata fino a San Giovanni in modo di connettersi con la A. Causi ed Esposito hanno incontrato in questi giorni il ministro Delrio e la prossima settimana ci sarà un incontro al Mef. Non si tratta di interventi per il Giubileo ma di interventi per la città che potrebbero, almeno in parte, iniziare nel corso dell’anno giubilare. «L’importante – si spiega – è far capire che il Giubileo è la ripartenza di Roma». E non solo per l’indulgenza dai peccati. Ma ora ci sono tre mesi di tempo e non può essere disperso un giorno in più. Con molto realismo il 13 agosto la giunta ha quindi approvato una delibera più ridotta definita giovedì mattina e subito dopo adottata dal Consiglio dei ministri. All’interno una lista di piccoli-grandi interventi che dovrebbero però cambiare non poco il volto alla città. Almeno per presentarsi funzionale e pulita ai 30 milioni di pellegrini stimati in arrivo nella Capitale.

I cantieri a settembre
I bandi di gara sono pronti, dovrebbero essere pubblicati il 9/10 settembre e, grazie alle procedure veloci seppure vigilate dall’Anac di Cantone, a metà mese è prevista l’apertura dei cantieri che dureranno 60 giorni. Si tratta di rifare pavimentazione stradale, marciapiedi, arredo urbano e segnaletica di Lungotevere Flaminio e Lungotevere delle Navi e Arnaldo da Brescia. A seguire gli altri tratti (da Sangallo a Fiorentini, Altoviti, Augusta, Pierleoni, Tebaldi, Aventino, Testaccio, Mareciallo Diaz, Armi, Michelangelo, Mellini, Prati, Gianicolense, Farnesina, Sanzio, Ripa e Ripa Grande). I cantieri riguarderanno anche i cinque ponti che attraversano il Tevere. Si lavorerà la notte, di giorno solo sui marciapiedi, per non pesare il meno possibile sulla quotidianità. L’obiettivo, anche, è riconsegnare a Roma e ai pellegrini le passeggiate lungofiume, le piste ciclabili, i piccoli giardini e i vicoli del Borgo intorno a San Pietro puliti, ordinati, senza erbacce o rifiuti sparsi in qua e là, illuminati e segnalati come si deve.
Sarà, soprattutto, un Giubileo senza cantieri visto che la maggior parte degli interventi riguardano la pulizia e la manutenzione della città, la raccolta differenziata, l’offerta di bagni pubblici, di mezzi pubblici ma anche di aree pedonali e piste ciclabili e la creazione di cinque itinerari pedonali attrezzati per i pellegrini da San Giovanni a San Pietro. Dove si cercherà di evitare il tradizionale arrembaggio ai turisti che oggi infastidisce ogni passante, turista o meno, che si avventura per Roma. Anche la Regione, assicura il presidente Zingaretti, potrà consegnare a fine novembre il nuovo sistema di Pronto soccorso della Capitale.
Nulla di eccezionale, appunto. Per come è ridotta Roma è moltissimo. Ecco perchè Marino può solo lavorare a pancia sotto e ignorare le provocazioni delle opposizioni che insistono nel chiedere il voto anticipato. E denunciano l’irregolarità dell’atto con cui il ministro Alfano ha conferito i poteri al prefetto Gabrielli. È vero, si tratta di un inedito. Ma le parti lo hanno accettato ed è questo quello che conta.

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