Manovra: si vota sulle modifiche ma nessuna nuova tassa

Governo
Una veduta dell'aula durante l'esame del ddl scuola alla Camera dei Deputati, Roma, 19 maggio 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI

Da giovedì si inizieranno a votare gli emendamenti. Il via libera della Camera arriverà entro il passaggio referendario

La manovra economica entra nel vivo dei lavori parlamentari. Va detto, in premessa, che con le modifiche di quest’anno, la legge di bilancio (ex legge di stabilità) si intreccia con il decreto fiscale, il provvedimento che si occupa appunto della parte fiscale e che vede – tra i vari punti – anche la riforma di Equitalia. Per questo bisogna considerare entrambi i provvedimenti, che in questi giorni viaggiano su binari paralleli alla Camera. Da una parte c’è il dl Fiscale, che approderà domani in Aula a Montecitorio e sul quale è data per certa la questione di fiducia (verrà votata martedì).

Quanto invece alla legge di Bilancio (sulla quale Bruxelles non ha ancora espresso il suo giudizio definitivo), l’iter in commissione è iniziato giovedì scorso e proseguirà in una partita ancora tutta da giocare. Dei 4.962 emendamenti presentati, dovrebbero essere giudicati ammissibili circa 900 che verranno votati da giovedì 17, sempre in Commissione. Il passaggio seguente sarà l’arrivo in aula del testo il 25 (massimo il 26) per la discussione generale. È molto probabile che anche per la legge di bilancio sia posta la questione di fiducia: sarà infatti un passaggio che permetterà di chiudere i giochi entro il weekend del 26-27 novembre, cioè una settimana prima del referendum.

Quanto alle modifiche, governo e maggioranza sono al lavoro: tra le novità che potrebbero essere introdotte ci sarebbero anche alcune misure sui giochi. In particolare, potrebbe essere anticipato al 2017 il taglio di oltre il 30% di “macchinette”, pari a circa 133 mila slot. La misura potrebbe essere tradotta in un emendamento qualora si raggiungesse l’intesa in conferenza unificata. Sul tavolo spunta anche il rifinanziamento della cosiddetta opzione donna, vale a dire il regime previdenziale che consente alle donne di andare in pensione in anticipo, a patto però di optare per il calcolo contributivo sull’intero ammontare dei versamenti effettuati.

Poco probabile l’introduzione della cedolare secca per i proprietari di case e stanze in affitto, la cosiddetta norma Airbnb, dopo le parole di ieri del premier Matteo Renzi che su Twitter aveva assicurato: “Nessuna nuova tassa in legge di bilancio, nessuna. Nemmeno Airbnb. Finché sono premier io, le tasse si abbassano e non si alzano #avanti”.

Tanto che il vicepresidente della Commissione Finanze, Paolo Petrini, ha riferito a Unità.tv di aver personalmente ritirato l’emendamento: “Uno degli obiettivi di questa legge di bilancio attraverso il passaggio parlamentare – ha precisato – è concentrare maggiormente gli incentivi alle piccole e medie imprese, forse sbilanciati sulle aziende medio grandi”. Inoltre, la questione sociale “potrebbe avere un miglioramento in Parlamento al di là degli sforzi già fatti dal governo: potremmo e dovremo fare di più”.

Fronte di battaglia parlamentare, di certo, sarà il capitolo famiglia: il Pd – e non solo – chiede che i bonus previsti (da quello mamme a quello per gli asilo nido) vengano dati solo ai redditi più bassi mentre i centristi, con Area popolare in testa, si dicono pronti a difendere la misura originaria che non prevede tetti Isee.

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