Manca il decreto ponte: pressing di sindaci e associazioni su Alfano

Unioni civili
Un momento della festa in Campidoglio per il Celebration Day nel corso dellaz qualei si iscrivono collettivamente nel registro delle unioni civili coppie di omosessuali e eterosessuali. In sala della Protomoteca, davanti ai consiglieri celebranti, uomini e donne si sono baciati, scambiati gli anelli e hanno pronunciato i loro "sì". Nella sala ad assistere alla cerimonia ci sono parenti e amici dei protagonisti della giornata, anziani e bambini, che applaudono emozionati, Roma, 21 Maggio 2015.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

L’Anci, le associazioni omosessuali e i senatori del Pd sollecitano il ministro dell’Interno: “Metta i sindaci nelle condizioni di assolvere in maniera uniforme agli obblighi per celebrare le unioni civili”

Il giorno ultimo per il decreto ponte per le unioni civili era il 5 luglio, ma ancora non sono arrivate notizie dal ministero dell’Interno. Eppure l’emanazione del testo è importante perché informa con precisione i Comuni su quali documenti occorrono e quali formule deve pronunciare l’ufficiale di Stato perché le unioni civili si possano effettivamente celebrare nel rispetto della legge.

Si tratta di un ritardo dovuto a questioni burocratiche e amministrative oppure politiche, legate alle resistenze di Ncd sulla legge Cirinnà? I nervosismi dei centristi rischiano di non far partire il decreto ponte?

A fare pressione sul ministero sono state le associazioni, prima fra tutte l’Anci che sta ricevendo a sua volta le richieste di chiarimenti dai Comuni: “Solleciteremo il governo, in un clima di collaborazione, perché ci dia indicazioni tecniche uniformi su come procedere alla registrazione”, ha dichiarato Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale di Anci. Sono molti i Comuni che in questi giorni si sono attivati nel frattempo in modo autonomo informando i cittadini sulla possibilità di prenotare all’ufficio anagrafe le sale per la celebrazione delle unioni civili.

Tra i sindaci si fa sentire anche Esterino Montino, a capo del Comune di Fiumicino e marito di Monica Cirinnà, autrice della legge: “Nel Comune di Fiumicino si celebrano matrimoni e unioni civili, non solo nelle sedi istituzionali ma anche in castelli e luoghi all’aperto. Si tratta di location uniche e piene di fascino che stanno attirando coppie da tutta Italia e anche dall’estero”.

A chiedere che il dicastero batta un colpo anche i senatori del Pd Beppe Lumia, Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice chiedendo al dicastero di dare al più presto le indicazioni operative ai Comuni “così da mettere tutti i sindaci d’Italia nelle condizioni di assolvere in maniera uniforme agli obblighi per celebrare le unioni civili”.

“Sono infatti tanti i primi cittadini – aggiungono i senatori dem – che in questi giorni hanno, comunque, avviato le procedure di prenotazione secondo protocolli che rispondono ai dettami della legge le cui disposizioni, ricordiamo, sono già comunque efficaci a decorrere dal 5 giugno scorso. È necessario che il ministro dell’Interno e il governo garantiscano che su tutto il territorio ci sia una tenuta uniforme dei registri dello stato civile”.

“Non ci spieghiamo il ritardo nell’emanazione del decreto – ha commentato il presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Mario Colamarino – considerando che senza quel decreto ponte si lasciano i Comuni in un vuoto procedurale che potrebbe creare problemi in ordine alle richieste di Unioni civili di questi giorni”.

In ogni caso, ricorda il presidente del Circolo Mario Mieli, “una coppia di uomini o di donne può presentarsi davanti all’ufficiale di Stato civile del suo Comune e chiedere di essere unita civilmente, che il decreto ci sia oppure no. Ma senza il decreto ponte e vista la novità dell’istituto giuridico delle Unioni civili questo comporterebbe possibili inceppamenti nell’ingranaggio. Non vogliamo pensare che il ritardo sia dovuto alla ben nota idiosincrasia di Angelino Alfano per questa legge, che lui e il suo partito in sede di dibattito hanno di fatto smontato fino a riuscire a toglierne alcune parti di grande rilievo come la stepchild adoption e l’obbligo di fedeltà”.

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