Mali, è lutto per la strage: 21 morti. Caccia a 3 sospetti

Terrorismo
epa05034680 An injured man is carried from the Radisson Hotel during a hostage situation, Bamako, Mali 20 November 2015. At least 170 people were held hostage in the hotel with initial reports indicating three dead. According to news reports, gunmen stormed the Radisson Blu hotel in Mali's capital and took 170 people hostage. At least 87 of the 170 people taken hostage at the luxury hotel stormed by suspected Islamist militants have been freed in the Malian capital Bamako, a government official reported.  EPA/STR

Secondo la Francia, dietro l’attacco all’hotel potrebbe esserci Mokhtar Belmokhtar, ex comandante di Al Qaida in Maghreb

Il governo del Mali ha annunciato tre giorni di lutto nazionale e lo stato d’emergenza per 10 giorni, a partire da questa notte, dopo i sanguinosi attacchi di ieri all’hotel Radisson Blu di Bamako.

Il presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, ha annunciato che nell’attacco di ieri all’hotel Radisson Blu di Bamako sono rimasti uccisi 19 dei 170 ostaggi e due assalitori. In un discorso trasmesso dalla televisione nazionale, Keita ha aggiunto che vi sono anche molti feriti.

“Il terrorismo non avrà successo,” ha dichiarato il presidente. In precedenza, fonti della Missione delle Nazioni Unite in Mali avevano parlato di 27 morti tra gli ostaggi e di 13 sospetti uccisi. Dopo l’attacco, il governo del Mali ha decretato lo stato di emergenza per dieci giorni e tre giorni di lutto nazionale.

Intanto le autorità malesi sono alla ricerca di almeno tre sospetti. Secondo fonti della sicurezza, le forze malesi hanno schierato tutte le misure possibile per trovare i sospetti coinvolti nell’attacco. La ricerca dei sospetti, condotta dalle autorità locali supportate da una rete internazionale composta da truppe dalla Missione Onu in Mali e in Francia, tra gli altri, non esclude l’esistenza di complici che hanno agito dall’interno dell’hotel, senza specificare se possano essere clienti o dipendenti.

L’attacco è stato rivendicato da Al-Murabitun, un gruppo affiliato ad Al Qaida e guidato dal famigerato Mokhtar Belmokhtar, ex contrabbadiere (di qui il soprannome Mr Malboro), reduce della lotta in Afghanistan e signore della guerra nordafricano (resta incerta la sua sorte: secondo alcune voci sarebbe stato ucciso nel giugno di quest’anno in Cirenaica).  Al momento sono “attivamente ricercati” almeno tre sospetti jihadisti, che “potrebbero essere coinvolti” nell’assalto all’hotel Radisson Blu di Bamako. Lo ha reso noto una fonte della sicurezza maliana vicina all’inchiesta.

GUARDA LE FOTO DELL’HOTEL DI LUSSO

mali


Si tratta dell’ennesimo episodio terroristico avvenuto con il sequestro di 170 persone, la maggior parte dei quali liberati durante l’intervento delle forze maliane e straniere. Ma 27 ostaggi sono morti, secondo una fonte militare locale. Tra le vittime figurano anche un cittadino americano, un alto funzionario belga in missione nella capitale del Mali, e tre cittadini cinesi.
Quanto agli assalitori, “l’ultimo bilancio è di almeno tre terroristi uccisi o fattisi esplodere” all’interno dell’hotel.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite condanna con la massima fermezza “l’orribile attacco terroristico” all’hotel Radisson di Bamako in Mali ed esprime supporto alle autorità maliane nella loro lotta contro i gruppi terroristici. In una dichiarazione rilasciata ieri sera, il Consiglio invita inoltre le autorita’ locali ad indagare rapidamente sull’attacco e portare i responsabili di fronte alla giustizia. L’organo più potente dell’Onu “condanna con ogni forza qualsiasi azione che possa minare il processo di pace in Mali” e ribadisce in modo più ampio la necessità di combattere le minacce alla pace e la sicurezza internazionali “causati da atti terroristici”.

Parole di condanna sono arrivata dalla tutta la comunità e internazionale e anche dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama: “Questa barbarie non fa che rafforzare la nostra determinazione di fronte a questa sfida” del terrorismo, ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che l’attentato nella capitale del Mali Bamako ha dimostrato che il terrorismo non ha confini. Il leader russo, scrive il Cremlino, “ha sottolineato che le atrocità commesse nella capitale maliana confermano che il terrorismo non conosce confini e rappresenta una vera minaccia per il mondo”.

LEGGI ANCHE —>>> MALI, DAL GOLPE DEL 2012 ALL’ACCORDO DI PACE

Vedi anche

Altri articoli