Mafia capitale, insulti e frasi ingiuriose al giornalista Abbate durante il processo

Mafia Capitale
carminati abbate

Lirio Abbate aveva fatto conoscere per primo, prima ancora che lo facesse la magistratura, il quadro del potere criminale nella capitale

“Durante le udienze di “Mafia Capitale” e di altri processi di mafia, il difensore di uno dei principali imputati di associazione mafiosa ha deliberatamente e ripetutamente rivolto espressioni offensive e insinuazioni gratuite al giornalista dell’Espresso Lirio Abbate, il quale, fra l’altro, non ha alcuna veste processuale”. È la denuncia dell’Ordine dei Giornalisti, Fnsi e dell’associazione “Ossigeno per l’Informazione”.

Questa volta le accuse (pesanti insinuazioni) al giornalista dell’Espresso Lirio Abbate, da anni sotto scorta, arrivano dall’avvocato di Massimo Carminati, Bruno Naso. In sostanza l’avvocato, in un’arringa, fa sottintendere come secondo lui Abbate agisca in complotto con magistrati e investigatori. “Abbate – sottolinea tra le altre cose Naso – che è casualmente di Palermo, che casualmente ha lavorato a Palermo quando c’era Pignatone, che casualmente frequenta ambienti frequentati da Pignatone”.

Naso prima di accusare “De-lirio” Abbate (così deforma il nome del giornalista), parla anche della “regia inequivocabile” del procuratore Pignatone “che è venuto a Roma pensando che Roma fosse una grande Reggio Calabria”

E così Lirio Abbate, ancora una volta, viene accusato per aver svolto nel migliore dei modi il proprio lavoro, per aver fatto conoscere per primo, prima ancora che lo facesse la magistratura, il quadro del potere criminale nella capitale. Nel dicembre del 2012 rivelò i misteri della mafia a Roma segnalando in una sua inchiesta i “quattro re di Roma “, Massimo Carminati, Michele Senese, Carmine Fasciani, Giuseppe Casamonica.”Un merito, non una colpa”, mettono in evidenza dall’ordine dei giornalisti.

La solidarietà arriva anche dal mondo politico con le parole del presidente del Partito democratico, Matteo Orfini, che in un tweet lamenta come ancora una volta sia stato offeso e intimidito “un giornalista coraggioso da chi ha paura della verità”.

Eppure, gli attacchi strumentali ai giornalisti, alcuni molto gravi e condizionanti, non sono certo una novità. Secondo i dati di Ossigeno per l’Informazione, nel 2015 ci sono state 528 intimidazioni (32 già nel primo mese del 2016). “Questo fenomeno è preoccupante e non può lasciare indifferenti” mette in guardia l’associazione.

Il diritto di espressione non è meno importante del diritto di difesa. “Deve essere tutelato con altrettanto scrupolo e – si legge nella nota dei giornalisti – testimonieremo queste convinzioni assistendo alle prossime udienza del processo Mafia capitale”.

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