Mafia Capitale, chi andrà a processo e quando

Mafia Capitale
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Arrivano le prime condanne politiche nel filone d’inchiesta di “Mafia Capitale”. Attesa per le prossime sentenze che vedono coinvolti nomi noti della politica romana

Con il nuovo anno arrivano le prime condanne nel filone d’inchiesta di “Mafia Capitale”. I processi, cominciati nel novembre scorso, proseguiranno per tutto il 2016.

Il 5 gennaio il gup Alessandra Boffi ha condannato con rito abbreviato Daniele Ozzimo (Pd), ex assessore alla Casa della giunta Marino, a 2 anni e 2 mesi di reclusione.  Nella stessa inchiesta è stato condannato anche Massimo Caprari (Centro Democratico) a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Entrambi erano accusati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Stessa accusa per Gerardo e Tommaso Addeo, gli ex collaboratori di Luca Odevaine (già componente del Tavolo di Coordinamento Nazionale per i richiedenti asilo) ai quali il gup ha inflitto per entrambi, un anno e dieci mesi di carcere, e di Paolo Solvi, condannato a due anni e due mesi.

Il gup Boffi anche definito quattro patteggiamenti che erano stati richiesti da ex dirigenti della cooperativa ‘La Cascina’. Per tutti gli imputati l’accusa era di concorso in corruzione nei confronti di Luca Odevaine, il quale avrebbe ricevuto dai quattro “la promessa di una retribuzione di 10mila euro mensili, aumentata a 20mila dopo l’aggiudicazione del bando di gara del 7 aprile del 2014 relativo all’appalto per la gestione del Cara di Mineo”, affinchè si creassero le condizioni per assegnare i flussi di immigrati alle strutture gestite dal gruppo.

Ma le inchieste non si esauriscono qui. Tra febbraio e marzo 2016 approderanno in Tribunale altri due indagini legate a “Mafia Capitale”.

Il 17 febbraio prenderà il via il processo a carico di Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti accusato, assieme al dirigente della cooperativa ‘Sol.Co.’ Mario Monge, di un episodio di turbativa d’asta per presunte irregolarità legate all’appalto dell’acquisizione del servizio Cup (gara poi sospesa dalla stessa Regione a seguito degli arresti del dicembre 2014).

Il 23 marzo dovrà invece tornare in aula l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Già rinviato a giudizio dal gup Nicola Di Grazia lo scorso 18 dicembre, l’ex sindaco continua a essere indagato per associazione di stampo mafioso e deve rispondere di corruzione e finanziamento illecito. Secondo la Procura, Alemanno, tra il 2012 e il 2014, avrebbe compiuto una serie di “atti contrari ai doveri d’ufficio” ricevendo da Salvatore Buzzi 75mila euro per cene elettorali, 40mila a titolo di finanziamenti alla fondazione Nuova Italia, di cui era presidente, e somme in contanti non inferiori a 10mila euro. Quest’ultimo episodio giustifica per gli inquirenti il finanziamento illecito perché Buzzi avrebbe pagato questa somma in contanti due anni fa, quando Alemanno era diventato consigliere comunale “senza la deliberazione dell’organo sociale competente e senza l’iscrizione della erogazione a bilancio”.

Ovviamente proseguiranno per tutto il 2016 anche le udienze legate al maxi processo di “Roma Capitale”.
Sono previste 136 udienze già fissate entro luglio 2016 con una media di 4 a settimana, che vedranno coinvolti nomi noti del panorama romano. Tra loro esponenti politici come Mirko Coratti, Pd, ex Presidente dell’Assemblea di Roma Capitale, Luca Gramazio, ex Capogruppo Pdl in Regione Lazio, Giordano Tredicine, ex consigliere comunale di Forza Italia e membro della famiglia di ambulanti più famosa della Capitale. Alla sbarra anche amministratori di importanti aziende come Giovanni Fiscon, ex Direttore Generale di Ama, funzionari pubblici ed imprenditori come Salvatore Buzzi, ras delle cooperative nonché braccio economico di Massimo Carminati, ex terrorista dei Nar e boss di organizzazioni criminali operanti in città e provincia, oggi detenuto in regime di 41 Bis.

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