“Made in France”, il film sugli attentati girato prima degli attentati (e bloccato)

Cinema
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Bloccata la pellicola per ben due volte: la prima dopo l’attacco a Charlie Hebdo. La seconda dopo le stragi di Parigi

Un kalashnikov che si sovrappone alla Tour Eiffel. E’ questa la locandina del film Made in France (sottotitolo “La minaccia viene dall’interno”). Il thriller di Nicolas Boukhrief – madre francese, padre algerino – sarebbe dovuto uscire il 18 novembre: tutto rimandato. La trama ricorda tanto, troppo, gli avvenimenti di venerdì 13 e la società di distribuzione ha deciso di ritirare il film dalle sale.  Ed è la seconda volta che succede. L’attuale casa di distribuzione, tra l’altro, aveva preso in carico il film all’indomani della strage alla redazione di Charlie Hebdo dello scorso gennaio.

Boukhrief, il regista, ha spiegato: “E’ un film sulla follia che viviamo, sulla deriva dei giovani francesi verso l’integralismo islamco”. Ma il terrore che suscita è talmente insopportabile che il manifesto della locandina è stato fatto rimuovere da muri e vagoni della metropolitana.

Una decisione presa dal regista congiuntamente alla società di distribuzione Pretty Pictures: “Siamo sotto choc – ha spiegato a Le Monde il presidente James Velaise – vogliamo mantenere un profilo basso. I cinema non hanno fatto alcuna pressione perché ritirassimo il film dal commercio, si tratta di una decisione che ho preso insieme ai produttori per evitare provocazioni”.

Nel 2013, terminata la fase di scrittura, il regista – come riporta Le Monde – era alla ricerca di fondi per iniziare le riprese e aveva sottolineato come le strutture di finanziamento pubbliche avevano sbrigativamente scartato il copione “trovando il soggetto troppo banale o marginale”.

La trama del film

Il protagonista, Sam, è un giornalista musulmano che s’infiltra nei circoli fondamentalisti delle banlieue della capitale ed entra in contatto con una cellula jihadista composta di cittadini francesi, che sta progettando una serie di attacchi congiunti, sugli Champs-Elysées e in altri luoghi di Parigi. Terroristi francesi, attentati multipli: le analogie con la realtà sono inquietanti, e poco aiuta pensare che in fondo del disagio montante nelle periferie francesi – vivaio fertilissimo per i reclutatori di giovani combattenti nel nome di Allah – si parla ormai da anni.

 

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