Ma forse dovremmo essere tutti “Charlie”. Persino questa volta

Terremoto
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Pioggia di polemiche sulla rivista satirica che pubblica una vignetta sul terremoto italiano, ma l’attacco non era alle persone morte sotto le macerie

Charlie Hebdo terremotoCharlie Hebdo torna a dividere l’opinione pubblica con una nuova vignetta, questa volta dedicata al terremoto che ha colpito il Centro Italia. Nel disegno intitolato “Terremoto all’italiana”, compare un uomo insanguinato con la didascalia “penne al pomodoro”, una donna con su scritto “penne gratinate” e infine una montagna di morti sotto le macerie e la scritta “lasagne”.

Gli italiani, tra i primi sui social network ad autodichiararsi “Je suis Charlie” quando c’era stato l’attentato alla redazione della rivista satirica francese, ora si indignano per quella che viene definita da molti un’offesa ai morti del sisma. Tanti parlano di una vignetta di cattivo gusto, anche se la satira non prevede il buon gusto.

Molti, ma non tutti, perché c’è un’altra parte di chi commenta la vignetta firmata dal disegnatore Felix che accusa di ipocrisia tutti quelli che prima difendevano la libertà di satira e ora si sentono offesi.

Ora, la vicenda del terremoto ha colpito tutti gli italiani e probabilmente vedere rappresentato in questo modo il sisma a pochi giorni dalla tragedia è come uno schiaffo al dolore e alla sofferenza che tutti noi stiamo vivendo.

L’obiettivo della vignetta, però, non era quello di ridere dei morti che ci sono stati nel Lazio e nelle Marche. La satira non farebbe questo, non attacca i deboli, che in questo caso sono le tante persone che hanno perso la vita sotto alle macerie. La satira attacca il potere.

Nella stessa pagina in cui compare la vignetta, c’è anche una colonna con una battuta che rende ancora più chiaro il senso dell’attacco satirico: “Circa 300 morti in un terremoto in Italia – si legge -. Ancora non si sa se il sisma abbia gridato ‘Allah akbar’ prima di tremare”. Ovvero: siamo stati terrorizzati per mesi, come il resto degli europei, dagli attentati terroristici e abbiamo dimenticato quanto spesso ci capita di morire per colpa dell’incuria di questo Paese, della disattenzione riguardo alla sicurezza dei cittadini.

E come all’epoca dell’attentato alla redazione parigina non se la prendeva con i musulmani, ma con il potere che si trova dietro la religione, ora Charlie Hebdo accusa chi ha costruito e non lo ha fatto a dovere, provocando questo menù tutto italiano.

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