M5S, zero soluzioni ma tante teorie sul complotto

Terrorismo
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Cosa pensa e vuole fare il movimento Cinquestelle sull’emergenza terrorismo?

“La guerra non si combatte con la guerra”, sostiene il guru Gianroberto Casaleggio che aveva annunciato che la posizione dl M5S sul tema terrorismo sarebbe stata spiegata in parlamento. E poi aveva aggiunto: “Noi non dialogheremmo con l’Isis, l’Isis per il momento è ancora un’entità abbastanza astratta. Bisogna dialogare con le realtà del Medio Oriente. L’Isis è figlia di una serie di guerre insensate tra cui l’ultima è quella in Siria”.

Ma con chi vorrebbe parlare il movimento Cinquestelle è difficile da capire. Poi in Parlamento l’intervento del capogruppo M5S Giorgio Sorial che riesce nell’impresa di confondere ancora di più le carte. La questione su cosa farebbe il “non partito” sull’emergenza terrorismo, visto che si dice pronto a governare il Paese, rimane aperta.

E così mentre il dibattito degli altri partiti si divide tra chi sostiene una linea di intervento più netta e chi invece si ripiega nella chiusura delle frontiere e nell’aumento dei presidi di sicurezza, sul tema i grillini non prendono posizione.

Sorial, infatti, sostiene che la reazione che c‘è stata dopo l’11 settembre non va bene: “All’11 settembre europeo si deve rispondere in maniera decisamente diversa da come si è risposto all’11 settembre americano”. Ma, nemmeno in questo caso, viene descritta la giusta reazione. Poi Sorial spiega: “Serve maggiore attenzione all’intelligence, bisogna lavorare sul traffico di armi e spegnere uno ad uno i focolai che alimentano la Jihad. L’Italia deve ripristinare i fondi che sono stati tagliati da questo governo alle forze dell’ordine ed all’intelligence, interrompere ogni rapporto con i Paesi che sostengono Isis, in particolare le monarchie del Golfo”. Insomma per i Cinquestelle occorre un “cambio di rotta immediato”.

“Si inizi a punire chi compra il loro petrolio”, chiede Sorial proponendo la revoca delle sanzioni nei confronti di Mosca. Ma come mettere in pratica un piano del genere, soprattutto dal punto di vista delle relazioni internazionali, rimane un mistero.

E’ chiaro che il tema divide e fa emergere le contraddizioni interne nella formazione politica nata e cresciuta a pane, microchip e scie chimiche che tenta di diventare grande, per esempio togliendo il nome di Grillo dal simbolo, ma è ancora troppo ancorata ai sussulti e alle visioni della rete.

Basta ricordare la ormai famosa presa di posizione di uno dei volti più noti tra i grillini. Alessandro Di Battista un anno fa si schierò dalla parte dell’Isis: “Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana”. In un lunghissimo post il deputato grillino sosteneva che gli attentatori andavano capiti e che “l’attentato alle Torri Gemelle fu una panacea per il grande capitale nordamericano”.

A giudicare in maniere originale il terrorismo anche Manlio Di Stefano, altro deputato pentastellato, che fece un post su Facebook  dal titolo “Il terrorismo islamico non esiste“. Per Di Stefano in poche parole l’11 settembre, Charlie Hebdo, l’Isis e ora l’attacco a Parigi sono storie frutto di fantasia che nulla avrebbero a che fare con l’estremismo islamico. E invitava tutti: “Spegnete la tv e la radio, chiudete i siti web della stampa detta ‘mainstream’ e prendetevi qualche minuto per svuotare la testa dalle immagini viste in questi ultimi anni e soprattutto dalle parole sentite. ‘Terrorismo islamico’, ‘Attentato di matrice musulmana’, ‘Guerra religiosa’, ‘Caccia ai cristiani’ …fermiamoci un po’ a riflettere su queste frasi senza preconcetti”.

La coppa in questa triste classifica di delirio però rimane saldamente in mano a Salvo Mandarà, il video reporter dei comizi di Beppe Grillo che definì “una sceneggiata”, il video nel quale Ahmed Merabet, agente di polizia fu ucciso nell’assalto a Charlie Hebdo, definendo addirittura l’uomo un “attore”. A corredo della sua tesi il video in cui le brutali immagini dell’uccisione erano accompagnate dalla scritta: “Nessun sangue, nessun rinculo, nessun movimento del corpo = falso”.

 

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