M5S Torino, Bertola denuncia: “Qui pressione psicologica se non si è allineati”

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Uno dei fondatori del M5S in Piemonte denuncia l’aggressione dei colleghi grillini quando non ci si allienea

C’è subito una grana per la candidata a sindaco del M5S di Torino, Chiara Appendino. La consigliera grillina scelta per la corsa alla poltrona a Palazzo Civico dovrà subito fare i conti con una defezione a suo modo storica, quella di Vittorio Bertola, consigliere grillino ed ex candidato per le comunali 2011, che ha dichiarato che lascerà ogni incarico alla fine del mandato. Su Facebook ha scritto nero su bianco che nel Movimento 5 stelle torinese “se non si è allineati, ci si trova subito di fronte a una reazione collettiva aggressiva e sistematica, e a una pressione psicologica veramente pesante”.

La scelta di abbandonare ogni incarico arriva, secondo la ricostruzione dello stesso consigliere, dopo il rifiuto del gruppo di averlo nella squadra. Nella riunione in cui si è deciso il nome su cui puntare per la prossima campagna, Bertola si sarebbe offerto di fare il vicesindaco e, secondo lo stesso consigliere, il gruppo avrebbe respinto l’offerta. Secondo gli attivisti invece la decisione sarebbe stata solo rinviata a dopo le elezioni.

Va registrato che Bertola rappresenta un pezzo importante del M5s in Piemonte, essendone stato uno dei fondatori.

12185570_807628112682807_4825211243363974167_o“Speravo che il mio ulteriore passo indietro potesse mettere fine alle polemiche – spiega amareggiato Bertola – e invece mi sono trovato in breve tempo un paio di dozzine di attivisti del Movimento 5 Stelle di Torino, con cui ho lavorato in questi anni e dovrei lavorare ancora nei prossimi mesi, tutti a ripetere nei commenti, quasi identica parola per parola, una precisazione che per carità, è interessante e anche giusta, ma non sposta la sostanza delle cose; sappiamo tutti perfettamente cosa ha detto Appendino di persona e in riunione, e di sicuro non è ‘ho fiducia in te e sono d’accordo con la tua proposta’. Subito dopo è stato addirittura montato uno screenshot da far girare, come a suggerire neanche troppo velatamente che avevo detto il falso”.

Insomma Bertola sperimenta sulla propria pelle la macchina da guerra messa in piedi dal comico genovese per delegittimare gli avversari interni che ormai è sdoganata anche sui territori e definisce l’approccio grillesco come “la strategia di comunicazione peggiore che abbia mai visto dal raffreddore di Kruscev”.

 

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