Stadio della Roma, la consigliera M5s ha dubbi di illegittimità. Ed è subito sospesa

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Il capogruppo M5S Paolo Ferrara aveva minimizzato: “Grancio? Probabilmente non sa quello che dice”

Il M5S ha l’obbligo di licenziare il progetto sullo stadio della Roma riveduto e corretto entro il 15 giugno per avere una chance di tenere in vita la Conferenza dei Servizi aperta dalla Regione all’epoca della prima trattativa e non farne aprire un’altra. Ma mentre prosegue veloce la corsa del M5S per approvare la delibera, con cinque pareri favorevoli in cinque commissioni raccolti in due giorni, arriva la spaccatura tra i pentastellati.

Cristina Grancio, consigliera grillina, lascia la commissione congiunta Urbanistica e Trasporti prima del voto parlando di “profili di illegittimità da chiarire”. Qualche ora dopo annuncia dalla sua pagina Fb di esser stata “sospesa dal M5S per aver espresso in commissione perplessità finanziario-giuridiche e sollecitato chiarimento”.

“Il mio non voto non è contro lo stadio e neppure dissenso politico. Il mio non voto è la difesa degli interessi dei cittadini”, spiega Grancio che coglie l’occasione per inviare un messaggio “agli amici pentastellati che mi sospendono per aver cercato di andare oltre i dubbi dico: o avete le idee confuse oppure siete in malafede”.

“Beppe Grillo che veste i panni del nuovo censore mette il bavaglio ai propri consiglieri e li sospende seduta stante – puntano il dito dal gruppo del Pd capitolino – Motivo: non si accettano critiche sul nuovo progetto dello stadio della Roma”.

La Grancio non ha voluto pubblicare la mail ricevuta dalla Casaleggio. Ma in un’intervista al Messaggero però ha detto che nella missiva le hanno ricordato della penale da 150mila euro che i consiglieri si sono impegnati a pagare in situazioni del genere. E ha fatto sapere che il provvedimento è arrivato dai probiviri:

«Mi hanno sospesa con una mail. E sì, nella lettera era menzionato anche il famoso contratto…».

Quello con la penale da 150mila euro per «danni d’immagine» al Movimento.
«Ma posso dirle una cosa?»

Prego consigliera Grancio…
«Lapenale non mi spaventa. Perché io non ho danneggiato nessuno col mio comportamento».

[…]Perché il gruppo l’ha sospesa allora?
«Il gruppo neanche si è riunito. Hanno deciso i probiviri, o come si chiamano. Tre persone. Poche ore dopo la fine della Commissione. Avevo solo espresso perplessità finanziario-giuridiche e sollecitato chiarimenti. Non sono contro lo stadio, ma voglio difendere gli interessi dei cittadini».

Subito dopo la commissione il capogruppo M5S Paolo Ferrara aveva minimizzato: “Grancio? Probabilmente non sa quello che dice, se approfondisce vedrà la bontà di questo progetto. Io credo che il Movimento riuscirà ad arrivare unanime in Aula, non credo che ci saranno problemi, in qualsiasi caso ognuno si prende le sue responsabilità. Questo è un gruppo unito, stiamo dimostrando compattezza”.

Scintille nella stessa commissione anche tra Ferrara e un militante del M5S, esponente del tavolo dell’Urbanistica Francesco Sanvitto: “Non fate parlare i cittadini. Ci sono principi di illegittimità, state provocando un danno erariale”, l’attacco di Sanvitto. “Ci sono tribunali e giudici”, la risposta di Ferrara.

Approfonditi alcuni aspetti del piano per l’impianto a Tor di Valle, in particolare sulla ferrovia Roma Lido: qui si prevede di aumentare il parco rotabile dagli attuali 8 treni a 19: 8 convogli verranno ammodernati con operazioni di revamping e 3 saranno quelli nuovi. “Uno dei pilastri del progetto dello Stadio di Tor di Valle risiede in un robusto potenziamento della Roma-Lido” rivendica l’assessore ai Trasporti Linda Meleo. “Questa delibera è invotabile a livello procedurale. Espone i consiglieri al rischio Corte dei Conti e richieste danni da parte di terzi”, puntano il dito i dem.

E il caos sbarca anche nel municipio IX nel corso della seduta convocata proprio per rilasciare un parere sullo Stadio: le opposizioni protestano vivacemente con cartelli e slogan puntando il dito contro “la forzatura del M5S”. A inizio della prossima settimana arriverà in Aula Giulio Cesare la delibera per attestare l’utilità pubblica dell’opera con il progetto rinnovato. “Non c’è un progetto definitivo. Questo è ancora l’interesse pubblico allo stadio – chiarisce Ferrara -. Poi arriveranno le convenzioni dove metteremo i paletti, ovvero: prima le opere pubbliche e poi lo stadio e gli edifici. Il M5S che farà si che tutto venga realizzato nel rispetto delle leggi e nell’interesse dei cittadini”.

 

 


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