M5S, sondaggi down. Tensione a Roma e Milano sui candidati sindaco

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Le diffcoltà dei grillini tra campagne elettorali, scandali e leadership pesa

La scelta dei candidati è terreno di scontro, le amministrazioni pentastellate fanno emergere le contraddizioni interne e il ruolo di opposizione entra in crisi. Non vede luce il Movimento Cinquestelle che sembra pagare a caro prezzo la mancanza di una direzione politica e di una visione sul proprio futuro, stretto tra la voglia di tornare alle origini e l’incapacità di abbracciare un vero e proprio approccio politico. A fotografare le difficoltà del Movimento Cinquestelle c’è Ixé secondo cui i grillini stanno perdendo lo 0,6% nei sondaggi, attestandosi  al 24,7%, ma soprattutto Swg che  vede il Partito democratico al 35,2%, in crescita dello 0,4% in una settimana e il Movimento 5 Stelle invece in calo dello 0,2% (22,4%), quindi con un distacco tra le due forze politiche di quasi 13 punti.

Un trend negativo (iniziato con i fatti di Quarto) che dimostra come le difficoltà dei pentastellati sui territori, e non solo, non sono un’invenzione giornalistica ma un problema reale da cui non si può sfuggire. Riguardo ai consensi Luigi Di Maio al Corriere della Sera dice: “I sondaggi non mi preoccupano ora come prima non mi hanno fatto montare la testa. So solo che alcune scelte, a volte impopolari, sono fatte per coerenza e hanno bisogno di tempo per essere metabolizzate”.

La realtà è che la preoccupazione c’è ed è molta. Tanto che a Milano, per fare un esempio, Patrizia Bedori, la candidata scelta con le “comunarie”, è considerata da più parti una candidata del tutto inadeguata e potrebbe veder scattare qualche trappola dal suo stesso movimento che non la considera in grado di affrontare la corsa. La Bedori però nega che lo stratega M5S Gianroberto Casaleggio stia facendo pressioni per farla ritirare e chiarisce: “Non è mai stata messa in dubbio la mia candidatura, nessuno mi ha mai chiesto di fare un passo indietro: questa news è partita da Roma e io la smentisco, e non è mai partita dal Movimento 5 stelle”.

Anche a Roma è difficile trovare una direzione che sia univoca e la scelta del candidato appare sempre di più come una resa dei conti interna: con una selezione che dovrebbe portare a metà febbraio alla definizione del candidato ufficiale ma con, in contemporanea, alcuni candidati sponsorizzati dai big: uno dalla Roberta Lombardi (De Vito) e uno da Di Battista (Raggi).

Su Roma indispettisce l’iniziativa dell’ex consigliere Marcello De Vito sostenuto da Roberta Lombardi di anticipare l’inizio della campagna elettorale rispetto ai tempi che erano stati imposti. Domani infatti è in agenda una loro iniziativa nel III Municipio sul degrado che di fatto da il via (anche se non ufficialmente) alle danze della campagna elettorale grillina. Una scelta che brucerà la partenza “alla pari” degli altri  217 aspiranti consiglieri e sindaco visto che questa settimana, al più tardi lunedì, è prevista la pubblicazione delle  video presentazioni di due minuti dei candidati.

Sembra comunque sfumare l’idea-speranza di trovare un terzo nome, forte, autorevole, noto: un “Rodotà romano”, insomma, che avrebbe potuto dare smalto alla corsa grillina per il Campidoglio.

 

 

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