Cinquestelle, un film sempre uguale a se stesso

M5S
Un momento della contestazione di alcuni senatori del Movimento 5 Stelle, durante le votazioni sugli emendamenti della Riforma Costituzionale, in aula del Senato, Roma, 1 ottobre 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI

La protesta contro la riforma del Senato è l’ennesimo capitolo della saga firmata Grillo-Casaleggio

Ciak si gira, inizia l’ennesimo capitolo della saga ‘Protesta a 5 stelle’. La sceneggiatura sempre affidata a Gianroberto Casaleggio, la regia a Beppe Grillo.

La nuova puntata della saga s’intitola State uccidendo la Costituzione, è ambientata a palazzo Madama e in parte sul web. I protagonisti sempre gli stessi, il regista ha i suoi attori/cittadini preferiti che ruota nelle sue pellicole. Questa volta sono Vito Crimi, Paola Taverna, Barbara Lezzi e Alberto Airola, solo per citare i principali.

La trama, già vista. Arriva un provvedimento in aula e i prodi pentastellati iniziano la sequenza di urla, insulti, proteste e volantini. Non manca niente e tra uno sventolio di regolamenti, un impugnare di Costituzione e una serie di insulti ad una delle antagoniste principali dei film del duo Grillo/Casaleggio, la ministra Maria Elena Boschi, ed altri insulti alla new entry, il senatore Roberto Cociancich, il film si trascina stancamente verso la conclusione.

Gli attori/cittadini provano a fare del loro meglio per ravvivare un film già visto e, mentre Vito Crimi rimane sul classico, ma sempre apprezzato dallo zoccolo duro, “State uccidendo la democrazia”, è Paola Taverna a cercare la frase ad effetto, degna di un western, “E’ finito il tempo di fare prigionieri”. Battuta che sicuramente varrà una candidatura come miglior attrice/cittadina del mese con tanto di premiazione. La recitazione dobbiamo ammettere è sempre ottima, ma in questo i consigli del regista/comico/leader genovese sono sempre utili.

Le riprese non sono ancora finite, si spera che il film viri, cambi un po’ trama, ma la speranza sembra vana. Si sa, quando ci si affida sempre allo stesso sceneggiatore e allo stesso regista si rischia di essere ripetitivi. Mentre aspettiamo il finale già capiamo che ci sarà un nuovo capitolo della saga, che sta diventando sempre più una soap opera. Forse gli attori e la location cambieranno: si parla dell’aula di Montecitorio e per gli attori/cittadini si fanno i nomi di Alessandro Di Battista, Roberta Lombardi e Roberto Fico tra gli altri, ma la trama seguirà quella dei capitoli precedenti.

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