M5s, quando l’espulsione è norma

M5S
Beppe Grillo sul palco della due giorni ''Italia5stelle'' all'autodromo di Imola (Bologna), 17 ottobre 2015. A destra Gianroberto Casaleggio, fondatore del Movimento 5 stelle. ANSA/ MARCO ISOLA

Via chi ha accusato il leader o è andato in tv, anche se oggi invece è permesso. E sulle rendicontazioni reazioni ondivaghe

Tenere una contabilità aggiornata degli addii a 5 stelle è ormai piuttosto complicato. La cacciata via blog della senatrice Serenella Fucksia ha d’un colpo rinverdito i fasti del referendum on line e allungato una lista già piuttosto nutrita di fuoriusciti dal Movimento: con lei ben 37 ormai, tra deputati e senatori. Con le prime teste cadute metaforicamente parlando già pochi mesi dopo l’ingresso trionfale dei grillini in quel Parlamento che volevano «aprire come una scatola di tonno». Ma a essere cacciati sono stati anche consiglieri regionali o semplici attivisti a livello locale. Così da dare l’impressione di un metodo, una strategia, certo non di incidenti di percorso.

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