M5S, oggi lo scontro interno è sulla procedura di pre-dissesto

Roma
Il sindaco di Roma Virginia Raggi lascia il suo studio e passeggia nel centro storico a Roma, 21 giugno 2016, ANSA/GIUSEPPE LAMI

L’ennesima divisione che alimenta la già contorta situazione interna al Movimento

Nel Movimento 5 Stelle si apre una nuova partita interna sul futuro dei conti del Campidoglio: alcuni tra i pentastellati più influenti della Capitale starebbero pensando di portare i bilanci comunali alla Corte dei Conti per aprire la procedura di pre-dissesto. Un’ipotesi clamorosa, riportata dall’agenzia Dire, che se confermata servirebbe a smarcare la nuova amministrazione dalla complicatissima situazione finanziaria (a pesare sui conti della Capitale ci sono circa 12 miliardi di debito). In pratica la mossa permetterebbe alla neo sindaca di attivare una serie di azioni di riassesto dei conti, altrimenti impossibili.

In cosa consiste
Il dispositivo di pre-dissesto al quale si sta pensando è una procedura particolare prevista dall’articolo 243 bis del Tuel (Testo unico degli enti locali). In sostanza prevede che i Comuni per i quali sussistano squilibri strutturali del bilancio, in grado di provocare un dissesto finanziario, possano ricorrere a una procedura di riequilibrio pluriennale tramite una delibera del consiglio comunale. Una pratica simile è stata già messa in atto nel 2012 da Luigi De Magistris, a Napoli, il quale è riuscito a incassare, tramite lo strumento del pre-dissesto, oltre un miliardo di euro da Cassa depositi e prestiti.

Scontri e veleni nel M5S
Tuttavia, secondo quanto riporta l’agenzia Dire, il sindaco Virginia Raggi non sarebbe affatto d’accordo con tale impostazione. A spingere per proporre il pre-dissesto, infatti, sarebbe soltanto una parte del Movimento.

Quella di oggi, dunque, sembrerebbe l’ennesima divisione che di fatto alimenta la contorta situazione interna al M5S. Non si può infatti trascurare come già la composizione della giunta comunale sia diventata macchinosa e intricata per via di alcuni veti e scontri interni al Movimento. Per averne contezza basterebbe leggere uno qualsiasi dei tanti retroscena pubblicati sui principali quotidiani italiani. Si parla di veleni, divisioni, ricatti. Tanto da spingere Beppe Grillo, secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano, a telefonare alla neo sindaca per chiedere spiegazioni sui problemi incontrati in questi giorni.

Chissà quanto c’è di vero nei retroscena riportati. E chissà quanto davvero il mini direttorio romano stia mettendo i bastoni tra le ruote alla prima cittadina. Da Roberta Lombardi, che vorrebbe alcuni posti chiave per i suoi, a Paola Taverna. Quello che di certo si può mettere agli atti, però, è l’enorme ritardo della composizione della giunta.  E resta ancora da capire se la nomina di Raffaele Marra a capo di gabinetto, ex fedelissimo di Gianni Alemanno, verrà ritirata come sembra chiedere parte del Movimento.

Ma dall’entourage di Virginia Raggi dicono che “nelle ultime 48 ore è stata chiusa la giunta”. Sarà presentata giovedì nel corso del primo consiglio comunale dopo le elezioni. Staremo a vedere.

Vedi anche

Altri articoli