Livorno, Nogarin dilettante allo sbaraglio. Bloccato il concordato Aamps

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A Livorno il concordato per l’azienda dei rifiuti è stato bloccato, ennesima grana per Filippo Nogarin sindaco-modello dei Cinquestelle

Congelamento dell’iter: le tempistiche per il concordato preventivo annunciate dal M5S di Livorno sono completamente saltate. Ennesimo colpo di scena per la vicenda Aamps, l’azienda di rifiuti livornese che rischia il default e su cui il sindaco Filippo Nogarin (smentendo tutti gli annunci fatti per diciotto mesi) ha intrapreso testardamente la strada delle carte ai giudici.

Una scelta contestata dalle opposizioni e dai lavoratori con ogni mezzo a disposizione. Ma Filippo Nogarin, sindaco Cinquestelle, il sindaco-modello esibito sul blog da Grillo&Casaleggio, il sindaco che non sa che deve pagare la Tari, il sindaco che dopo l’assemblea dei soci è uscito “coraggiosamente” da una porta secondaria per andare via scortato con un’auto dei vigili urbani, è andato avanti, forte del fatto suo e forte soprattutto della difesa (esibendo numeri sbagliati) dei big come Luigi Di Maio. Ora, però, è scontro frontale con la realtà.

Il cda di Aamps pronto a varare la delibera 152 avente per oggetto la prenotazione del concordato è stato bloccato dal collegio dei revisori dei conti che vuole studiarsi le carte. Per quale motivo? E’ semplice: la procedura ha un costo. Facendo un calcolo approssimativo, in base a tariffe certificate, bisognerà pagare circa 600 mila euro di costi giudiziari, 850 mila euro di costi tecnici, 95 mila euro di compenso liquidatore (se vi sono attività da liquidare).

Insomma oltre un milione e mezzo di euro per far fronte alla procedura.

A questo punto, però, si riparte dal via e le scadenze di Aamps (al 100% di proprietà del Comune) che Nogarin voleva congelare – tramite appunto la procedura – vanno pagate.  Si tratta di 3 milioni e 800 mila euro di debiti imminenti che vanno onorati entro la fine di quest’anno. Insomma quanto annunciato in pompa magna in conferenza stampa da Nogarin viene smentito dai fatti. Non è la prima volta che il sindaco pentastellato dà prova di incompetenza e anche in questa caso alle parole non seguono dei fatti. Unica certezza è l’incertezza per i precari a cui era stata garantita l’assunzione entro dicembre, grazie agli sgravi del Jobs Act.

A pagare caro, oltre ai lavoratori, anche i consiglieri dissidenti del M5S Sandra Pecoretti, Alessandro Mazzacca e Giuseppe Grillotti che hanno votato contro il concordato preventivo per Aamps come deciso dalla maggioranza e che hanno ricevuto la lettera d’espulsione. I tre che hanno costituito il nuovo gruppo consigliare “Livorno Libera”  sono stati accusati “di boicottare l’attività politico istituzionale del Sindaco e della Giunta”. Non è la prima volta che succede, anche l’assessore all’ambiente della giunta Cinquestelle è stato cacciato.

A questo punto è resa dei conti. L’amministrazione comunale dovrà decidere come portare avanti la continuità aziendale dell’Aamps. Ora più che mai riecheggiano come beffarde le parole di Nogarin che in tv si vantava di aver salvato l’azienda dei rifiuti. Senza contare le parole dell’assessore M5S che in consiglio comunale fu “beccato” in video (mentre un operaio sveniva) a pronunciare le parole: “Non m’importa un c… di questi str…”.

 

 

 

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