Ecco la triade che ora comanda davvero. Fico capeggia la rivolta contro Di Maio e Dibba

M5S
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Per la prima volta è in corso un’operazione politica che vorrebbe riportare il Movimento allo spirito delle origini

Lotte intestine, bocconi amari mandati giù, una visibilità mal digerita. E poi quel ruolo di aspirante leader che la rete non gli ha mai concesso. E’ già da tempo che a Luigi Di Maio è al centro dei malumori dei grillini. E gli ultimi inciampi non solo ne hanno offuscato la credibilità, ma agitano ancora di più un folto gruppo di onorevoli cittadini. E’ quanto viene raccontato da “Supernova. Come è stato ucciso il Movimento cinque stelle”, il libro di Nicola Biondo e Marco Canestrari, ripreso con degli stralci da La Stampa.

Si tratta di una vera e propria rivolta che coinvolge una settantina di parlamentari ed è capeggiata a Roberto Fico, più di dieci anni di militanza, che non vuol vedere il Movimento diventare un “partito” e che, insieme alle “talebane” Roberta Lombardi, Paola Taverna e Carla Ruocco è impegnato contro quella che all’interno è già chiamata la “triade” (Di Maio, Di Battista e Davide Casaleggio).

Secondo Biondo e Canestrari, Grillo è ormai “‘solo una statuina di questo presepe, ma la trinità è un’altra’. Ossia: Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista (che, nonostante l’apparente differenza caratteriale da Di Maio, opera ormai in simbiosi totale con lui) e Davide Casaleggio, il figlio di Gianroberto che ha ereditato le chiavi dell’azienda e, soprattutto, fonda (a suo nome) e gestisce l’Associazione Rousseau, alla quale è intestato il blogdellestelle (che non è più, neanche terminologicamente, il blog di Beppe Grillo). Di fronte a questa triade e alla sua smania di potere, scrivono i due autori, ‘per la prima volta succede che nel Movimento vengono a galla malumori. E non sono lamentele solitarie. Molti parlamentari, anche agli antipodi tra loro, cominciano a vedersi e a riunirsi, scoprendo di avere in comune un malessere che non può essere più taciuto'”.

Insomma, per la prima volta è in corso un’operazione politica che vorrebbe riportare il movimento allo spirito delle origini. Il promesso passo di lato di Grillo è stato, dunque, archiviato per poter riunire le forze dilaniate dai singoli personalismi. I dettagli dati dal libro fanno un ritratto del movimento da parenti serpenti.

Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia praticamente non si parlano più con Di Maio e Di Battista. Quest’ultimo viene definito ironicamente Gallo Cedrone da parte dei suoi colleghi parlamentari. Ma è Di Maio il più contestato, anche per i suoi incontri con ambasciatori, direttori e lobby: “Questo non è il Movimento – si lamenta un parlamentare M5S  – è diventato un trampolino di lancio personale…”.

La domanda, ancora senza  risposta, sta tutta nella domanda finale del capitolo: fino a che punto Grillo è disposto a tollerare questa “rivoluzione a metà?”.

 

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