M5S in affanno sul territorio: liste solo nel 19% dei comuni al voto

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Al momento sono 254 le liste ufficializzate dallo staff milanese e riportate sul blog di Grillo

Una macchina ingolfata già al via. E’ questa la fotografia che vede il Movimento Cinquestelle (o per lo essere più specifici la sua macchina organizzativa) alla prova della certificazione delle liste per le amministrative 2016. La notizia diffusa dall’Adnkronos mette il dito in una piaga ancora aperta per i pentastellati: la Casaleggio Associati è in “forte ritardo” per la certificazione delle liste in diversi comuni al voto. Un bel problema visto che gli uffici di Milano devono autorizzare l’uso del simbolo e senza questo passaggio non può essere presentata la lista.

C’è tempo fino al 7 maggio per presentare le candidature e le liste e quindi il nervosismo nell’attività di vaglio e controllo è ai massimi livelli. Al momento sono solo 254 le liste ufficializzate dallo staff milanese e riportate sul blog di Beppe Grillo: si tratta di circa il 19% del totale dei Comuni al voto. Se l’ok è stato dato naturalmente a tutte le grandi città chiamate al voto come Roma, Milano, Napoli, Bologna e Torino, i territori meno appetibili nella corsa penstastellata soffrono i ritardi nei controlli messi in campo dagli uffici guidati dal Davide Casaleggio.

Il timore dello staff è che a passare le maglie dei controlli ci sia qualche profilo che potrebbe mettere in imbarazzo il Movimento e soprattutto la macchina organizzativa che per la prima volta si trova a doversela cavare senza il contributo del cofondatore Gianroberto Casaleggio. Mentre dai territori i candidati cercano di fare pressioni appellandosi ai parlamentari di riferimento affinché le pratiche vengano accelerate. Ma le difficoltà non finiscono qui.

Nei comuni di Caserta, Latina, Ravenna, Rimini e Salerno il Movimento 5 stelle ha deciso che non presenterà candidati: le realtà escluse non hanno avuto la capacità di sciogliere i contrasti interni e accordarsi sui candidati. In altri casi, invece, ci sono liste concorrenti tra loro, ma naturalmente la scelta di una sola di queste potrebbe dividere l’elettorato di riferimento.

Insomma, da queste notizie emerge il profilo di una forza che stenta a radicarsi sul territorio. Ma può darsi che sia una scelta, tutta proiettata sull’insediamento nelle grandi città a favore del massimo di una “visibilità” politica utile per la prossima fase, quella che culminerà nelle politiche del 2018.

 

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