Firme false: quelle per l’Emilia raccolte a Roma

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Piazza, Saetti e Bugani si sarebbero occupati della raccolta firme anche per le comunali di Bologna del 2009 e del 2011, per le regionali 2010, per le politiche 2012 e le Europee 2014

Il Capo politico sente puzza di bruciato e blocca tutte le liste per le prossime elezioni. «Non esistono ancora liste certificate del Movimento 5 Stelle per le elezioni comunali del 2017. Esiste una procedura di certificazione prima della quale nessuna lista può presentarsi come lista ufficiale o candidato sindaco del Movimento, in caso contrario si rischia una diffida» si legge sul blog. Un avvertimento chiaro e destinato a vivere finché non sarà fatta chiarezza sul vizietto delle firme false, fenomeno che al momento sta mettendo nei guai Palermo e la Sicilia ma anche l’Emilia Romagna con sospetti anche in altre regioni.

I Cinque stelle eletti all’Ars siciliana annunciano querele contro chiunque «mette in giro notizie infondate che mettono in dubbio la legittimità delle tornate elettorali delle regionali 2012 e politiche 2013». E oggi in procura a Palermo iniziano gli interrogatori degli indagati (dieci) coinvolti nella falsificazione delle liste delle comunali del maggio 2012. Procedure errate che potrebbero essere state ripetute anche per le Regionali dell’autunno dello stesso anno quando il Movimento mise a segno il suo primo vero exploit politico prima del 25% ottenuto alle politiche del febbraio 2013.

«Si continua a scaricare tutto su due deputati (Nuti e Mannino, ndr) ma possibile che i vertici non sapessero?» chiede il governatore Crocetta. Si complica la situazione in Emilia Romagna. Finiscono sotto scorta i due ex attivisti che hanno presentato l’esposto che ha portato la procura ad iscrivere nel registro degli indagati il vicepresidente del consiglio comunale Marco Piazza e altri tre attivisti. Un presidio leggero ma costante scattato dopo che alle minacce di morte via web («di cui non ci frega assolutamente nulla» dicono gli interessati) si sono aggiunte telefonate a casa nella notte e sul posto di lavoro. Una brutta situazione. Nella regione dove M5S aveva ottenuto i suoi primi veri risultati politici (2009) e dove però sono anche iniziate le espulsioni ed epurazioni. Fino all’ultima, forse la più clamorosa, quella del sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Dalle carte della procura di Bologna, l’aggiunto Amato e la pm Michela Guidi, emergono intanto i dettagli dell’indagine che riguarda la raccolta firme per le Regionali del 23 novembre 2014. Le firme, come dice la legge, devono essere autenticate dal pubblico ufficiale (messo comunale e consigliere comunale) rigorosamente all’interno del territorio di competenza.

Secondo l’inchiesta, invece, accade che «la raccolta firme è stata effettuata nella città di Roma durante la manifestazione M5S dal 10 al 12 ottobre». Ed è avvenuta, si legge, «alla presenza della signora Serena Saetti, responsabile della raccolta insieme a Stefano Negroni, e di numerosi altri candidati». Il 9 ottobre la verificatrice Saetti scrive a numerosi collaboratori nella regione per chiedere aiuto. «Occorrono 1300 firme e purtroppo i week end utili sono pochi (il tempo per la presentazione scade il 23 ottobre).

Molti di noi saranno a Roma dal 10 al 12 ottobre e quindi saranno impossibilitati a fare banchetti sul territorio. La mia mail è per chiedervi aiuto. Se ogni comune riesce a raccogliere 40-45 firme siamo a posto. Mi raccomando, ogni consigliere comunale può autenticare le firme dei soli residenti del suo Comune». Saetti conosce bene le regole e lancia un allarme (che contraddice quanto detto in queste ore dal coordinatore Massimo Bugani, «avevamo centinaia di firme in più»).

Secondo le indagini, invece, molte firme sarebbero state raccolte proprio a Roma come documentato anche da alcune foto allegate all’esposto. Della irregolarità sarebbe a conoscenza anche Massimo Bugani, fedelissimo di Grillo e Casaleggio, candidato sindaco a Bologna e da sempre punto di riferimento del Movimento nella regione. Bugani avrebbe messo un “mi piace” ad una foto che dimostrerebbe l’illecito nella raccolta firme.

Bugani ha smentito la cosa («qualcuno è entrato nel mio profilo, non sono stato io») ed ha annunciato querele. Insomma, una prassi di raccolta firme tutta da valutare, a vedere le foto quantomeno allegra (sono documentati vari episodi).

La procura adesso sta valutando, per scrupolo, anche altri appuntamenti elettorali. Piazza, Saetti e Bugani si sarebbero infatti occupati della raccolta firme anche per le comunali di Bologna del 2009 e del 2011, per le regionali 2010, per le politiche 2012 e le Europee 2014.

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