Dietrofront cinquestelle: si resta con Farage (alle sue condizioni)

M5S
Beppe Grillo e  Nigel Farage in una foto postata sul blog di Grillo il  30 maggio 2014. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Il leader britannico ‘perdona’ Grillo dopo il tentativo fallito di passare nell’Alde. Ma il M5S ne esce già ridimensionato: addio alla vicepresidenza dell’Europarlamento e non solo…

Una prima telefonata questa mattina tra Beppe Grillo e Nigel Farage. Poi la riunione dell’Efdd a Bruxelles, alla presenza del leader britannico, al termine della quale è stato deciso che il Movimento Cinquestelle rimarrà all’interno del gruppo ‘Europa della libertà e della democrazia diretta’.

Fallito il tentativo di trasmigrare tra i liberaldemocratici dell’Alde, però, adesso il ruolo del M5S sarà fortemente ridimensionato. È stato Farage, in sostanza, a dettare le condizioni per la permanenza dei Cinquestelle. E la prima conseguenza è stata subito comunicata su Twitter: Fabio Massimo Castaldo non sarà più il candidato dell’Efdd per la vicepresidenza dell’Europarlamento al turnover di metà mandato. La carica è attualmente ricoperta da un altro grillino, David Borrelli, che è stato in primissima fila nella trattativa abortita in extremis con i liberaldemocratici ed è finito per questo sotto accusa non solo dello stesso Farage, ma anche di alcuni colleghi cinquestelle.

Non è questo, però, l’unico ridimensionamento subito dal M5S all’interno del gruppo. L’intervento di Farage nel corso della riunione del gruppo è stato – a quanto si apprende – un lungo elenco di libertà e prerogative finora concesse ai partner italiani, che non potranno essere rinnovate. In particolare, gli eurodeputati cinquestelle dovrebbero perdere il ruolo di coordinamento del gruppo Efdd in alcune commissioni chiave, come quelle sull’ambiente e su diritti civili e immigrazione. Temi sui quali la distanza tra i due partiti è più evidente: a dettare la linea, adesso, saranno i deputati britannici e le intemperanze grilline, come i numerosissimi voti in dissenso dal gruppo, saranno tollerate meno che in passato. Il risultato politico potrebbe essere quindi opposto a quello immaginato appena pochi giorni fa, dopo la richiesta di adesione all’Alde: anziché ammorbidire la propria posizione sull’Europa, i Cinquestelle finiranno per essere – a traino dello Ukip – ancora più euroscettici e più ostili nei confronti degli immigrati.

Se a porte chiuse mostra il suo volto più duro, in pubblico Farage tende di fatto la mano ai colleghi italiani. “Sono contento – scrive il leader dello Ukip in una nota – di poter dire che le divergenze tra me e il Movimento Cinquestelle di Beppe Grillo sono state superate in modo amichevole. Dopo alcuni cambiamenti amministrativi, la prossima settimana a Strasburgo continueremo il nostro lavoro insieme nel gruppo Efdd”. E cita un tema sul quale anche nel corso della riunione ha chiesto più impegno agli europarlamentari cinquestelle: “La campagna di Grillo per il referendum sulla permanenza dell’Italia nell’euro sta acquistando forza. Ho da sempre ammirato il suo lavoro in Italia e gli auguro il meglio. La campagna anti-establishment in Europa – conclude Farage – è appena cominciata”.

Al di là delle dichiarazioni di rito, rimangono non pochi nodi da sciogliere. Quei “cambiamenti amministrativi” citati da Farage sono ancora tutti da definire. In più, pur avendo mantenuto in questo modo fondi e diritto di parola nell’aula di Strasburgo, l’intera operazione ha provocato al M5S un enorme danno di immagine. Ma soprattutto, la soluzione trovata è tutt’altro che definitiva: quando si concretizzerà l’uscita del Regno Unito dall’Ue, gli eurodeputati dello Ukip non ingrosseranno più le file del gruppo dell’Efdd, che quindi sarà destinato a sparire. Il problema per Grillo e i suoi è solo rimandato.

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