M5S. Ecco come Casaleggio controlla gli eletti, presenti e futuri

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Beppe Grillo sul palco della due giorni ''Italia5stelle'' all'autodromo di Imola (Bologna), 17 ottobre 2015. A destra Gianroberto Casaleggio, fondatore del Movimento 5 stelle. ANSA/ MARCO ISOLA

L’ex senatrice 5 Stelle Bencini: “Sugli obblighi della comunicazione era già tutto scritto nel regolamento, ma per noi era difficile capire”

Quello di Roma, se sarà a Cinque stelle, sarà un sindaco commissariato e sotto tutela. Ed è bene che lo sappia in partenza. Più in generale tutti i sindaci e gli eletti nelle varie amministrazioni sono già commissariati, da un paio di giorni: la loro comunicazione, infatti, è stata ufficialmente affidata a Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi, già responsabili dei pensieri e delle opere di senatori e deputati e ora anche di sindaci e assessori. L’investitura è stata emanata direttamente dal blog. Di Grillo, è consuetudine dire. Ma «Grillo deve chiedere il permesso a Casaleggio anche per scrivere sul suo blog, che è di proprietà di Casaleggio» ha detto Paolo Becchi, ex ideologo dei Cinque stelle, uno che le cose le sa dall’interno perché ne è stato ideatore prima di prendere atto che era tutto un trucco. “Grillo non c’è più- sostiene Becchi – Ora c’è un nuovo partito, ibrido, che ha sostituito il M5S e che si chiama partito a Cinquestelle diretto da Casaleggio e Associati”.

Controllo totale. Sulle persone. Sui programmi. Sul blog è in corso da qualche ora la selezione dei punti del programma per Roma, hastag #romaairomani, undici titoli, undici aree di intervento. Hanno vinto mobilità e manutenzione strade, trasparenza e stop agli sprechi, emergenza rifiuti e cura del territorio. Non serviva scomodare il web per avere queste risposte. Ma chi ha votato, chi controlla voti e condivisioni? La base degli aventi diritto (e sarebbe un innegabile esercizio di democrazia) o lo schiera di fake, falsi utenti, generati in questi anni dalla Casaleggio associati per fare numeri e traffico?

Il sogno 5 Stelle perde fascino e assume fattezze da incubo. Un luogo senza libertà. Dove si teorizzano multe, pugno duro e punizioni. Decise dal Grande fratello blog che fa e disfa all’improvviso e in modo inaspettato. Un po’ Truman show un po’ The Villa ge, per citare film che hanno sbancato ai botteghini. In fondo bastava leggere bene il regolamento della Parlamentarie, nel 2013, quello che obbliga i cittadini-eletti ad usare il sito-blog beppegrillo.it per qualsiasi tipo di comunicazione e a prendere ordini e direttive dai Gruppi di comunicazione di Camera e Senato. Quello che succede oggi era già tutto scritto e previsto. “Li per lì quando lo firmammo molti di noi non si resero conto di quello che sarebbe accaduto dopo. Io stessa sono stata imbeccata per anni su quello che dovevo dire e fare, insopportabile”, dice la senatrice Alessandra Bencini, attivista 5 Stelle dal 2006, eletta a palazzo Madama nel 2013, uscita nel 2015 per approdare poi all’Italia dei valori. “Oggi siamo finalmente liberi dall’azienda Casaleggio che tutto governa e tutto eterodirige” si sfoga la senatrice. “Le persone devono sapere che con il loro voto scelgono non un programma ma Casaleggio e la sua azienda. Ora – si chiede allarmata la senatrice – chi è in grado di liberare il Movimento-azienda di Casaleggio dalla stessa Casaleggio associati? Aprite gli occhi anche se non è mattino”.

Una Spectre ricca e potente

Così raccontano oggi la Casaleggio associati: un gruppo di 5 persone che ha fatto della comunicazione ai tempi del web l’essenza stessa del potere. I fatti sono accessori, secondari. L’importante è comunicare, avere esche buone (webstar come Di Battista, Fico e Di Maio con milioni di follower) obbligate dal contratto (tutti i loro contributi audio e video devono essere gestiti dalla Casaleggio) a fare da traino, fake (più di centomila dicono i bene informati) per lanciare e amplificare i flussi di traffico, e trasformare clic e condivisioni in azioni consapevoli e conseguenti. Una macchina per generare traffico sul blog e sui social su cui poi guadagnare con la pubblicità. Al sospetto di guadagnare sulla pelle delle giovani webstar, Grillo avrebbe reagito con rabbia sul blog con un post scritto però non si sa da chi (secondo La Stampa sarebbe Pietro Dettori). “Da giorni ci attaccano parlando di chissà quali oscuri interessi economici che stanno dietro il Movimento 5 Stelle. La verità è che da Gianroberto in questi anni abbiamo avuto un supporto straordinario e gratuito”. Le visure camerali sono disponibili. I bilanci anche. “E chi vuole scoprirà con sorpresa che nessuno ha guadagnato con i 5 Stelle”. Una precisazione puntuta e immediata. A cui ha contribuito anche Di Battista con un video diventato virale caricato sul blog. Altra pubblicità. Ma se cade questo punto, è come quando si strappa la tela finale del Truman show.

Casalino, dietrofront sulle unioni

Il disincanto rispetto a quello che certamente è stato il sogno 5 Stelle è ormai un virus che si manifesta ogni giorno in testimonianze e decisioni perentorie. Quello che segue è il racconto di un senatore che ha preso parte alla riunione di martedì mattina in cui i senatori hanno preso atto a voce, dopo i post sul blog nel fine settimana, dell’improvviso cambio di linea sul capitolo unioni civili. “È stato Casalino a darci la linea. Ci ha detto che lui stesso, che pure convive con un compagno, non poteva sopportare l’idea di andare a scuola a prendere il figlio di due papà. Quindi si doveva votare le unioni civili ma affossare la stepchild adoption. Airola, a quel punto, ha cominciato ad urlare che lui ‘ci aveva messo la faccia su questo disegno di legge’, che ‘non era possibile fare marcia indietro’ e che lui l’avrebbe votata. La maggior parte dei senatori ha solidarizzato con lui ma si deve sapere che l’ordine di Casalino è di affossare le adozioni”. Non a caso ieri Carla Ruocco, membro del Direttorio, ha ufficializzato questa linea. Cosa faranno i senatori M5S? Qualcuno, quella mattina, ha detto che voterà la legge e poi lascerà il gruppo “perché uno non è arrivato in Parlamento per obbedire ai diktat di Casalino portavoce di Casaleggio”. Questo giornale ha chiesto un’intervista a Casalino ma è stata rifiutata.

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