M5S e quel conflitto di interessi a Pomezia di cui parla il Tar

M5S
Il sindaco di Pomezia Flavio Fucci nella sala dell'hotel Villa Ducale che ospita la manifestazione dei "dissidenti" M5S, Parma, 7 dicembre 2014. ANSA / SANDRO CAPATTI

Il Tar congela una delibera comunale sulla questione del piano particolareggiato di Torvaianica Alta e cita un conflitto d’interessi

C’è una brutta storia che riguarda il Comune di Pomezia, amministrato dal primo cittadino Fabio Fucci del M5S. Protagonisti dell’imbarazzante vicenda sono due consiglieri: Giuseppe Raspa che è anche il capogruppo dei grillini e Gianfranco Petriachi, compresa l’amministrazione pentastellata.

Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) si è infatti espresso con un ordinanza sulla questione del piano particolareggiato di Torvaianica Alta. Si tratta di una zona su cui l’amministrazione grillina aveva  deliberato l’annullamento di una variante del Piano particolareggiato. Una decisione che il Tar, in seguito ad un ricorso, ha deciso di sospendere, prima del pronunciamento finale che è stato fissato per il prossimo 24 maggio, in un’udienza pubblica.

Ma perché il Tar blocca la delibera? Semplice. Tra le diverse motivazioni emerge come “fondata, sempre nei limiti della presente fase cautelare, anche la censura inerente il conflitto di interessi attesa la deduzione svolta in merito dalla parte ricorrente e la circostanza che la rimozione della variante, nella parte in cui comporta la riduzione dei volumi edificabili, genera un vantaggio immediato e diretto (in termini di minore aggravamento del carico urbanistico del comprensorio) a favore dei suddetti consiglieri in quanto proprietari di immobili nella medesima zona”.

In parole semplici  la delibera avrebbe causato un vantaggio ai due consiglieri che pare siano proprietari di immobili proprio a Torvaianica Alta e che avendo votato la delibera di annullamento si troverebbero in un evidente conflitto di interessi. Il vantaggio è chiaro: se si riducono i volumi da edificare in quella zona, quelli già edificati aumentano il loro valore e quindi ecco il vantaggio “immediato e diretto” dei due consiglieri.

Se a ciò si aggiunge che la Regione Lazio si era già espressa negativamente sulla decisione assunta dal comune di Pomezia spiegando che “uno strumento urbanistico il quale discende dalla concorrente volontà di due distinte amministrazioni non può essere rimosso unilateralmente da una delle due”, il quadro si aggrava ulteriormente.

 

 

 

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