M5S: “Denunceremo Renzi e Napolitano”. Il Pd: “Solo propaganda”

Referendum
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, in occasione della colazione di lavoro del prossimo Consiglio Europeo, Roma,17 dicembre 2014. ANSA/ UFFICIO STAMPA/ QUIRINALE/ ANTONIO DI GENNARO 

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Il Movimento di Grillo pronto a denunciare Premier e ex Capo dello Stato, ma per il Pd si tratta solo di propaganda

Prima era toccato al sottosegretario allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova. Ora toccherà al premier, Matteo Renzi, e pure al presidente della Repubblica emerito, Giorgio Napolitano. Le polemiche sul referendum scatenate dal Movimento 5 stelle non tendono a stemperarsi. Tanto che nella serata di oggi, i parlamentari 5 stelle hanno annunciato che nelle prossime ore denunceranno “il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il senatore a vita Giorgio Napolitano” perché “l’invito esplicito all’astensione è un reato”.

Anche Paolo Ferrero ha deciso di denunciare il presidente del Consiglio, mettendo in scena la firma del documento su Twitter.

La denuncia riguarda la “violazione di due articoli di legge: il n. 98 del DPR 361/1957 sulle elezioni e l’articolo 51 comma 2 della legge n. 352 del 25/05/1970 che disciplina i referendum. L’invito esplicito all’astensione è un reato” si legge nella nota dei 5 Stelle.

In realtà la norma a cui i pentastellati fanno riferimento non è applicabile a ministri o ad esponenti politici ma, secondo l’interpretazione prevalente, solo a pubblici ufficiali deputati al controllo del regolare svolgimenti delle elezioni. Per questo, secondo il senatore PD Marcucci, la denuncia è solo “un’altra inutile azione di propaganda”.

 

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