L’ultimo saluto a Umberto Eco: in migliaia al Castello Sforzesco

Cultura
La folla dei milanesi al castello Sforzesco per la cerimonia funebre di Umberto Eco, Milano, 23 febbraio 2016. ANSA / MATTEO BAZZI

L’addio al Castello Sforzesco di Milano

Milano, l’Italia e il mondo intero danno l’ultimo saluto al semiologo e scrittore Umberto Eco, scomparso lo scorso 19 febbraio. Un funerale imponente e sobrio allo stesso tempo, fortemente caratterizzato dal carisma del personaggio, che ha catalizzato una folla imponente e diverse celebrità istituzionali e non, tutti accorsi al Cortile della Ronchetta, nella suggestiva cornice del Castello Sforzesco, a dare il proprio commiato al professore.

Dalla co-fondatrice con Eco della casa editrice ‘la nave di Teseo’ Elisabetta Sgarbi, secondo cui “dobbiamo ancora capire ciò che ha cercato di dirci in vita”, ai candidati sindaci Beppe Sala e Stefano Parisi, all’attuale primo cittadino di Milano Giuliano Pisapia per cui “è difficile trovare le parole davanti al maestro della parola”. Poi il sindaco di Torino Piero Fassino, quello di Alessandria, Maria Rita Rossa, l’ingegnere Carlo De Benedetti, Inge Feltrinelli, il ministro della Cultura Dario Franceschini, quello dell’Istruzione Stefania Giannini, il leader di Emergency Gino Strada, Moni Ovadia, Roberto Benigni e tanti altri.

Una riunione commossa e affettuosa a cui hanno voluto partecipare anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che hanno inviato una corona di fiori a testa. La cerimonia, laica, è durata circa un’ora e si è svolta in maniera semplice, nonostante il gran numero di cittadini che han voluto partecipare all’ultimo saluto al maestro.

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