L’ultimo capitolo del salvataggio greco: l’accordo europeo non è così scontato

Grecia
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Ore decisive per le sorti di Atene. Alle 15 si riunisce l’Eurogruppo per dare (si spera) il via libera definitivo al terzo salvataggio della Grecia

Appuntamento cruciale per l’interminabile epopea greca. Oggi, i ministri finanziari dell’eurozona si incontrano a Bruxelles per emettere il loro verdetto sull’accordo raggiunto tra Atene e i suoi creditori. L’esame dell’Eurogruppo inizierà alle 15 e il via libera da parte di alcuni paesi, Germania in primis, potrebbe non essere così scontato.

Sia Berlino sia Parigi, infatti, avrebbero ancora delle domande su come Atene intende privatizzare parte delle proprie attività economiche. Secondo il Financial Times, il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, intende avanzare all’Eurogruppo “alcune questioni ancora aperte” e in particolare vorrebbe chiarimenti sui ritardi nell’applicazione di alcune riforme già concordate.

“L’accordo è desiderabile ma non scontato” ha precisato ieri un portavoce del partito tedesco della Cdu, mostrandosi cauto sulla prospettiva di un’intesa finale.

E se l’accordo salterà, sarà necessario prendere in considerazione l’opzione di un prestito ponte, un piano d’emergenza alternativo, presentato dalla stessa commissione economica e finanziaria che raggruppa i 20 Paesi dell’Ue. Un’ipotesi, quest’ultima, che la Germania gradirebbe, soprattutto perché concederebbe tempo per portare avanti una negoziazione più accurata.

Tra le principali preoccupazioni di Berlino c’è la capacità di Atene di far fronte in modo sostenibile a un debito estero di 320 miliardi di euro, specie nell’attuale congiuntura economica negativa. “Le necessità finanziarie – recita una nota del ministro Schauble – sono più alte del previsto: la sostenibilità del debito rappresenta la questione aperta più importante”.

Ed è proprio questo lo scoglio su cui potrebbe incagliarsi oggi pomeriggio il dibattito, soprattutto tra gli stessi creditori. Da una parte, infatti, c’è il Fondo monetario che da tempo chiede un nuovo e sostanzioso taglio del debito; dall’altra, i cosiddetti ‘falchi’ dell’eurozona, capeggiati proprio da Berlino che, per ragioni anche politiche, si rifiuteranno di condonare il debito.

Tuttavia, dopo le trattative serrate delle ultime settimane sembra poco probabile che Berlino possa far saltare l’accordo proprio a un passo dalla sua chiusura definitiva. E in queste ore decisive per le sorti di Atene, spiragli di ottimismo arrivano dal primo ministro finlandese, annoverato tra i “falchi” per il rigore nell’eurozona, che ha espresso la propria fiducia affermando di aver ricevuto un mandato per approvare il pacchetto di aiuti.

Insomma, l’accordo non è così scontato: l’Eurogruppo, oggi, dovrà prendere una decisione politica definitiva che cancelli tutti i dubbi sull’ormai interminabile salvataggio greco.

 

 

Cosa prevede l’accordo. Nel dettaglio, l’intesa faticosamente siglata due giorni fa dopo tra Atene e i rappresentanti delle istituzioni internazionali, comprende 35 misure che includono la deregolamentazione del mercato del gas naturale; la creazione di un fondo sovrano indipendente in Grecia di circa 50 miliardi, tre quarti dei quali da utilizzare per ricapitalizzare le banche e ridurre il debito; la cancellazione delle agevolazioni fiscali ad agricoltori ed allevatori; portare dal 4 al 6 per cento la tassa di solidarietà pagata da coloro che guadagnano tra i 50 ed i 100 mila euro l’anno.

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