L’Europa non decide, le vere scelte rimandate a ottobre

Immigrazione
epa04930262 Federica Mogherini (L-R), High Representative of the European Union for Foreign Affairs and Security Policy, Director General of the International Organization for Migration William Lacy Swing, and UN High Commissioner for Refugees Antonio Guterres talk during a special European Justice and Home Affairs Council meeting in Brussels, Belgium, 14 September 2015. The Council meeting's agenda is topped by the latest development in the migration crisis and evaulation of implemented measures.  EPA/OLIVIER HOSLET  EPA/OLIVIER HOSLET

Oggi a Bruxelles il vertice dei ministri dell’Interno Ue per stabilire la distribuzione di quote di rifugiati nei diversi Paesi membri. Intanto, dopo la Germania, l’Austria e la Slovacchia, anche l’Olanda annuncia il ripristino del controllo alle frontiere

Le notizie che arrivano da Bruxelles non sono quelle che ci si aspettava. Ieri il vertice dei ministri dell’Interno e della Giustizia dei paesi membri dell’Unione Europea si era riunito per discutere in via straordinaria di migrazione. Le decisioni, però, sono state poche. Il vertice ha dato l’ok al primo piano di ricollocamento dei profughi, con lo smistamento di 24mila migranti dall’Italia e 16mila dalla Grecia, ma non è riuscito a trovare un accordo sulla seconda tranche di ricollocamenti, 120mila profughi, e sulle modalità di gestione dei flussi in arrivo.

Dinanzi al fronte dei ‘no’ (Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) nei confronti delle quote imposte da Juncker, il vertice si è rivelato soltanto interlocutorio in attesa del Consiglio Ue dell’8-9 ottobre. Senza un ok politico dei primi ministri e dei capi di Stato, ancora una volta, come ormai ci ha abituati la crisi greca, non si troveranno soluzioni definitive.

Non è bastato, dunque, il messaggio di stimolo del capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, arrivato a Bruxelles, secondo cui “la credibilità della politica estera dell’Unione europea dipende anche dalla forza e dalla credibilità delle nostre decisioni interne”.

Sul fronte della prevenzione, altro tema centrale della crisi dei migranti, l’Unione europea ha deciso invece di autorizzare l’uso della forza militare nelle missioni contro gli scafisti, con la possibilità di sequestrare e distruggere i barconi per smantellare le organizzazioni che portano i migranti fuori dalla Libia. Un passo in avanti importante per fermare, perquisire e dirottare le imbarcazioni sospettate di trasportare migranti. Anche in questo caso, però, il risultato non è immediato e il via libera definitivo arriverà soltanto a ottobre.

Intanto, i flussi migratori nei Balcani non accennano a diminuire: la giornata di ieri ha registrato un flusso record di migranti che hanno attraversato il confine serbo-ungherese in direzione dell’Ungheria: secondo una nota della polizia di Budapest sono 5.353 i rifugiati entrati nelle ultime ore. Numeri che hanno spinto il governo di Viktor Orbán a chiudere il principale punto di passaggio utilizzato dai migranti, a Roszke. Una quindicina di agenti in uniforme blu si sono messi di traverso lungo la strada ferrata impedendo loro il passaggio, mentre altri poliziotti hanno transennato il punto con del filo spinato.

Ma le tensioni ai confini dei Paesi coinvolti non finiscono qui. Dopo la Germania, l’Austria e la Slovacchia, anche l’Olanda prova a ‘varcare’ il confine di Schenghen introducendo controlli temporanei alle frontiere. Da parte sua, Berlino ribadisce tramite il portavoce della Cancelliera Angela Merkel che i rifugiati continueranno ad arrivare in Germania: “Speriamo solo che ciò avvenga in un processo ordinato” sottolinea Steffen Seibert nel corso di una conferenza stampa: “Più controlli ai confini non sono la stessa cosa di una chiusura delle frontiere”.

L’ennesima provocazione arriva invece da Marine Le Pen del Front National, che lancia un forte appello al governo socialista di Francois Hollande affinché “sospenda con urgenza gli accordi di Schengen e ripristini le sue frontiere, in particolare, con la Germania”.

(Nella foto Federica Mogherini al vertice di ieri a Bruxelles)

Vedi anche

Altri articoli