L’Ue a 27 chiede a Londra un’uscita “rapida e ordinata”

Brexit
epa05396992 British Prime Minister David Cameron leaves at the end of the first day of the European Council meeting in Brussels, Belgium, 28 June 2016. EU leaders met for the first time since the British referendum, in which 51.9 percent voted to leave the European Union.  EPA/STEPHANIE LECOCQ

Il governo britannico potrà attivare la procedura “appena sarà pronto”, ma non ci saranno trattative preventive. Ecco cosa dice il documento approvato dal Consiglio europeo

Il documento finale è stato approvato dai 27 capi di Stato e di governo dell’Ue rimasti a Bruxelles, dopo che David Cameron ieri sera è rientrato in patria. Il nuovo format del Consiglio europeo è la prima conseguenza simbolica dell’esito del referendum britannico.

Il pressing dei partner europei verso Londra è discreto ma determinato. Nel documento si ricorda che dovrà essere il governo britannico ad attivare la procedura di uscita prevista dall’articolo 50 dei Trattati, “appena sarà pronto a farlo”. Nessuna accelerazione improvvisa, come invece aveva chiesto ieri il Parlamento europeo nella risoluzione approvata a maggioranza, nella quale si invitava Cameron a trasmettere la notifica al Consiglio già nella riunione di ieri e oggi. Ma rimane comunque l’appello a fare presto: “Sarebbe preferibile – si legge nel testo – che questo avvenisse rapidamente allo scopo di evitare di entrare in un prolungato periodo di incertezza”.

In ogni caso, prima dell’avvio formale delle procedure di uscita, i 27 confermano che “non ci potrà essere alcun negoziato di nessun tipo”, anche se si augurano “in futuro di avere il Regno Unito come stretto partner dell’Ue“. E comunque, “fino a quando il Regno Unito non lascia l’Unione, il diritto Ue continua ad applicarsi verso il Regno Unito e al suo interno, sia quando si tratta di diritti sia quando di tratta di obblighi”.

Al “rammarico” per la decisione espressa dagli elettori britannici attraverso il referendum, si uniscono le rassicurazioni dei 27 per i cittadini europei: “Siamo pronti ad affrontare ogni difficoltà che dovesse derivare dall’attuale situazione”. A queste si aggiunge anche l’impegno a “fare di più” soprattutto per quanto riguarda “la sicurezza, la prosperità e le prospettive di un futuro migliore. Dobbiamo agire – si aggiunge nel documento – non ultimo nell’interesse dei giovani”.

Intanto, a margine dei lavori del Consiglio si muove la first minister scozzese Nicola Sturgeon, impegnata in una serie di incontri per provare a sponsorizzare la permanenza della Scozia nell’Ue, anche a seguito di un eventuale nuovo referendum secessionista dal Regno Unito. Stamattina Sturgeon ha visto il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, mentre nel pomeriggio sarà la volta del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker.

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