Lucca, l’anno gold dei Comics

Fumetti
epa05296283 US filmmaker and strip cartoonist Frank Miller is seen during an interview on the sidelines of the 34th edition of the Barcelona International Comics Convention held in Barcelona, Spain, 09 May 2016. Miller has been invited to the comic fair as a guest of honor.  EPA/QUIQUE GARCIA

Edizione monstre per i 50 anni del festival che celebra il fumetto. Attesissimo Frank Miller

Magari non sarà un grattacielo di Gotham ma la Torre Guinigi di Lucca è un trampolino di lancio ideale per uno dei salti di Batman: rilancio e ritorno, eterno ritorno del superuomo col mantello da pipistrello. È Frank Miller, infatti, l’autore che nel 1986 con Il ritorno del cavaliere oscuro cambiò la storia di Batman e del fumetto supereroistico, l’ospite più atteso di Lucca Comics & Games (da oggi a martedì 1° novembre). Nello stesso anno in cui uscirono Maus di Art Siegelman e Watchmen di Alan Moore (altri due caposaldi della rivoluzione del fumetto), Frank Miller cancellò un pupazzetto in calzamaglia e mascherina per farne un uomo cupo e violento, segnato dal tempo e dall’età, con l’anima lisa e stracciata più della vecchia tuta dismessa.

Fu un pugno, un sonoro smack in faccia che fece diventare adulti i lettori di comics americani. Gotham non era più una città tranquilla nella quale, chissà perché, apparivano all’improvviso bizzarri malfattori con la faccia da clown o le fattezze di un pinguino, ma una metropoli dura e ostile, una città da odiare perché «si è arresa, come, si direbbe, tutto il mondo» al crimine.

L’uomo-pipistrello si fece allora vendicatore, spietato contro i criminali ma, anche, contro un’America che non piaceva più al suo autore, simbolizzata da un Superman ridotto a fantoccio del potere. Da Dark Knight Returns a Dark Knight Strikes Again e all’attuale terza parte della saga The Master Race ( Razza suprema) il Batman di Miller (autore di altri capolavori come Ronin, Sin City, 300) pur colpito, ferito e fiaccato non ha smesso di rispondere colpo su colpo.

Molti si sono stupiti di questa vena reazionaria e violenta di un autore «rivoluzionario» come Miller. Stupore che virò in indignazione quando, nel 2011, uscì Holy Terror (Sacro Terrore), ancora uno scontro all’ultimo sangue tra supereroi (ma non Batman) e supercriminali che, questa volta, sono islamici: quasi un pamphlet, politicamente «scorrettissimo», dedicato «con rispetto» a Theo Van Gogh, il regista olandese assassinato da un estremista islamico.

Un fumetto nel quale, tra l’altro, Frank Miller ridicolizza Obama e la Clinton per la loro arrendevolezza nei confronti dell’Islam. Sarà interessante capire bene – al di là delle letture e interpretazioni scontatamente di destra o di sinistra – come la pensa Miller (saranno due gli incontri lucchesi con il pubblico, il primo oggi alle 11.30 al Teatro del Giglio, l’altro martedì con Milo Manara) sulla politica odierna degli Usa, sul duello tra Hillary Clinton e Donald Trump.

Anche se in una recente intervista a The Hollywood Reporter l’autore americano ha dichiarato: «Non può esistere un buffone maggiore di Donald Trump. Il fatto che egli pensi di poter diventare il presidente degli Stati Uniti è uno dei migliori scherzi che abbia letto da molto tempo. Almeno spero». Frank Miller dovrà vedersela anche con altre decine di suoi colleghi illustri, ospiti di questa Lucca: da Brian Azzarello (100 Bullets) a Charlie Adlard (The Walking Deads) da Zero Calcare (una sua mostra a Palazzo Ducale) a Gipi, da Milo Manara a Bruno Bozzetto. (Se avete la pazienza scaricatevi il programma-monstre da www. luccacomicsandgames.com).

Intanto, sul sito, il borsino segna la cifra di circa 170.000 biglietti già venduti prima dell’odierna apertura. Cinque giorni di fiera, mostre, incontri, spettacoli, concerti, eventi, gare, tornei e sfilate (fino a martedì 1 novembre) faranno il resto. E alla fine saranno almeno il doppio i ticket staccati e parecchie le decine di migliaia di persone (tra accreditati, ospiti, espositori, addetti ai lavori e soprattutto cosplayer) che si aggiungeranno.

Dunque, c’è da scommettere che – nell’anno «gold», ovvero della celebrazione dei 50 anni del matrimonio tra Lucca e il fumetto – i record salteranno ampiamente. Ma, al di là delle cifre, è significativo che quest’edizione del cinquantennale segni la «riappacificazione» tra l’odierna Lucca Comics & Games e l’originario Salone Internazionale dei Comics che, nel 1966, aprì la strada alla scesa «in campo» del fumetto. Riappacificazione, dopo divorzi e polemiche, testimoniata dalla donazione del patrimonio archivistico di Immagine (l’associazione che organizzò il Salone fino al 1992) al Comune di Lucca e dal ritorno come ospite di Rinaldo Traini che di quell’indimenticabile Salone fu tra i fondatori e che a lungo ne diresse le sorti.

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