Lotta alla corruzione, l’Onu promuove l’Italia. Orlando: “Ecco cosa abbiamo fatto”

Corruzione
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a Torre Annunziata ( Napoli) ospite del sindaco Giosue' Starita  durante il suo intervento nell'ambito delle commemorazioni a trent'anni dall'omicidio di Giancarlo Siani, 23 settembre 2015.
ANSA / CIRO FUSCO

Presentato al Centro Congressi della Banca d’Italia il rapporto dell’Onu sulla lotta alla corruzione da parte dell’Italia. Il ministro Orlando: “È un documento che promuove il lavoro del governo italiano”

Le misure messe a punto in questi due anni da governo e Parlamento contro la corruzione vanno nella direzione giusta.

È questo in estrema sintesi il giudizio del rapporto dell’Onu sulla lotta alla corruzione da parte dell’Italia presentato ieri al Centro Congressi della Banca d’Italia. Il documento delle Nazioni Unite, depositato a giugno, si riferisce al quinquennio 2009-2013 e verifica lo stato di applicazione della Convenzione sul fronte legislativo, giudiziario e amministrativo. È un documento che “promuove il lavoro del governo italiano” commenta il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Sebbene infatti la fotografia contenuta nel report di 219 pagine si fermi a marzo 2013, tutte le lacune da colmare (le diverse “raccomandazioni” all’Italia da parte dell’Onu) sono state coperte dalle misure adottate dal governo, sul fronte della repressione e della prevenzione.

“Il favorevole giudizio espresso dal rapporto Onu – sottolinea Orlando – credo sia una notizia che va considerata doppiamente importante sia perché certifica  un lavoro incessante messo in moto in questi anni sia perché convalida la direzione di marcia intrapresa. Il merito di questo importante sigillo – prosegue il ministro – credo sia dovuto non solo a una forte e convinta consapevolezza politica ma anche a un impegno dell’Italia nella costruzione di percorsi internazionali spesso per noi penalizzanti, un’attività che mi pare in questo momento un rinnovato attivismo abbia invece rimesso in moto con forza”.

E proprio per “valorizzare” i “progressi” del nostro Paese, Orlando ricorda una serie di provvedimenti approvati dal governo italiano: “Mi riferisco alla reintroduzione del falso in bilancio, all’introduzione del reato di autoriciclaggio, all’introduzione degli ecoreati, allo sconto di pena per chi collabora nelle inchieste contro la corruzione, all’attivazione dell’Autorità nazionale contro la corruzione,  e poi ancora al nuovo codice degli appalti, alla riforma della pubblica amministrazione, al miglioramento del funzionamento della giustizia civile, tutti strumenti – sottolinea Orlando – in grado di fortificare ulteriormente il contesto nel quale la corruzione ha più difficoltà a svilupparsi perché i poteri dello stato sono in grado di intervenire più tempestivamente e con maggior trasparenza”.

Anche il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, ha sottolineato il giudizio positivo del rapporto dell’Onu nei confronti dell’Italia: “Il nostro Paese è considerato largamente in linea con le disposizioni della Convenzione. Si fa fatica a trovare in interventi internazionali parole così positive per l’Italia”

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