Isis e Siria, un G20 decisivo per la lotta globale al terrorismo

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Isis, lotta al terrorismo, Siria e migranti. Sono questi i temi caldi sul tavolo del G20 previsto per oggi e domani in Turchia

Purtroppo sarà un G20 amaro quello che si apre oggi in Turchia. Dopo i terribili attacchi avvenuti nel cuore della Francia, i leader dei Paesi più ricchi del pianeta si riuniscono nella cittadina di Antalya per concentrarsi inevitabilmente su un solo obiettivo: individuare una strategia comune per eliminare Daesh. Tutte le altre questioni previste in precedenza, dalla crescita economica al clima passando per i migranti, assumeranno contorni marginali.

Si parlerà di Isis e si metterà in risalto quella caratteristica di fondo che distingue lo Stato islamico rispetto al terrorismo di Al-Qaida, l’occupazione territoriale e l’esistenza di alcuni nuclei e califfati. Da qui si partirà, dall’identificazione del nemico comune. Per questo, e anche in virtù della vicinissima location in cui si svolge il vertice, ci si concentrerà con determinazione sulla crisi siriana (soprattutto alla luce degli accordi di Vienna) e sulla situazione in Iraq.

Servirà una visione unica, comune, a partire da un punto di incontro tra Putin e Obama, i quali ancora non hanno concordato un bilaterale ufficiale: i due leader dovranno inevitabilmente raggiungere un’intesa su una strategia comune, magari rimandando più in là le divisioni sul futuro politico del presidente siriano Bashar al-Assad, pomo della discordia per un piano di transizione siriano. Putin, in un telegramma inviato al presidente francese François Hollande (grande assente alla due giorni del G20 per ovvi motivi), parla di “una autentica unità per far fronte al male”. “È ovvio – evidenzia – che per una lotta efficace contro questo male si richiede un’unità negli sforzi di tutta la comunità internazionale”.

“È un attacco all’umanità” aveva detto a caldo Barack Obama dopo gli attentati di Parigi, “combattiamo insieme il terrorismo”.

E auspici di un impegno comune arrivano anche dalla Cina tramite il viceministro Zhu Guangyao: “Il terrorismo è il nemico comune ed è fondamentale che il gruppo dei G20 rafforzi la sua posizione come un’entità forte”.

Come ogni G20 (quello di oggi più che mai) sarà l’opportunità per rafforzare i rapporti tra i diversi leader. Da sottolineare l’agenda di incontri di Matteo Renzi. Oltre al presidente turco Erdogan, il presidente del Consiglio italiano vedrà il neopremier canadese Justin Trudeau, ma soprattutto il presidente russo Vladimir Putin, sul quale sembra avere ormai un certo ascendente. Non è affatto escluso che Renzi possa infatti favorire il dialogo tra Putin e Obama. Inoltre, con il leader del Cremlino, il premier italiano affronterà, tra le diverse urgenze, anche la crisi commerciale tra la Russia e l’Occidente.

Assodato è invece l’incontro tra il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk e il presidente della Turchia Recep Tayyp Erdogan, assieme al presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Sarà il preludio del vertice Turchia-Ue che verrà organizzato entro la fine dell’anno (tra i 28 stati membri ed Ankara).

La due giorni dei potenti della terra sarà un’occasione per continuare a discutere di migranti (dopo l’incontro di Malta), conseguenza anche dei conflitti siriani. Sull’agenda del vertice peserà la politica del premier ospitante, Erdogan, che reduce dal suo trionfo elettorale, proverà a rilanciare il suo piano di una zona di sicurezza dalla parte siriana del confine, dove accogliere rifugiati e sfollati.

Quanto ai temi economici, uno stimolo potrebbe comunque arrivare dal presidente degli Stati Uniti: “Il mio messaggio al G20 sarà chiaro – ha scritto infatti Obama in un editoriale sul Financial Times di ieri – dobbiamo agire di più per rafforzare la crescita”. Il titolare della Casa bianca sottolinea anche come l’economia globale stia crescendo “troppo lentamente” ed evidenzia come il brusco rallentamento delle economie emergenti cominci a pesare. Obama nel suo editoriale indica quindi la sua ricetta e chiede innanzitutto ai leader del G20 di attuare politiche di bilancio che siano a sostegno della domanda e degli investimenti: ancora una volta un secco ‘no’ a politiche di austerity.

Infine il clima: a due settimane dall’apertura della conferenza Internazionale di Parigi, il vertice del G20, anche a seguito dell’allarme di Climate Control, costituirà un’ultima occasione di rafforzare gli accordi di principio in vista di un’intesa definitiva sulla riduzione delle emissioni e sui relativi finanziamenti.

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