“Loro di Napoli”, il mondo in una partita di calcio

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La quotidianità dei calciatori della squadra dell’Afro Napoli United raccontata in un documentario vincitore della 56esima edizione del Festival dei Popoli

Immigrati, italiani di seconda generazione e apolidi. Ma, soprattutto, calciatori. Quelli della squadra dell’Afro Napoli United. Con le loro storie, i loro sogni e le loro difficoltà si misura “Loro di Napoli”, il documentario diretto da PierFrancesco Li Donni.

Lontano dalle atmosfere cupe di Gomorra, il film racconta in un tono leggero e immediato le storie vere dei giocatori dell’associazione sportiva nata per la promozione dell’integrazione sociale attraverso lo sport. Storie non facili, storie che si scontrano con le difficoltà di una burocrazia che si mette di traverso anche quando il sogno è a portata di mano: giocare a calcio. La Figc, fino a qualche anno fa, aveva delle norme che impedivano l’iscrizione ai non residenti in Italia. Era necessario dimostrare di risiedere nel Paese da almeno tre anni. Facile immaginare come molti dei ragazzi coinvolti non avessero questi requisiti. Quando il divieto decade, per Antonio Gargiulo, presidente e fondatore dell’Afro-Napoli, si apre la possibilità di iscriverli. Una possibilità che, spera, possa offrire ai “nuovi” calciatori di avere diritti anche fuori dal campo di calcio.

Sul campo corrono storie di napoletani doc, anche se non sono tali per la burocrazia italiana. Come Adam, il portiere, originario della Costa d’Avorio e napoletano da sempre. O come Maxime, l’ivoriano che giocava nella nazionale under 17 del suo Paese, che vive in una baracca nella periferia di Pianura e sogna la serie A. O, ancora, come la storia di Lello, uno dei pochi apolidi italiani. La sua storia è una delle più incredibili. È lui il trascinatore della squadra, è lui la figura che incarna meglio lo spirito dell’Afro-Napoli. Figlio di madre marocchina e di padre napoletano che però non lo ha riconosciuto, non è mai stato dichiarato all’anagrafe. Uno scoglio, questo, che gli impedirà anche di entrare ufficialmente in campo.

Il documentario, prodotto da OwnAir in associazione con Minollo Film, ha vinto il premio come Miglior Documentario alla 56esima edizione del Festival dei Popoli, e sarà presente nella selezione ufficiale al Fipa, il festival internazionale di Biarritz a metà gennaio. Nel suo titolo, Loro di Napoli, è racchiuso in un perfetto gioco di parole il senso del suo racconto. L’appartenenza dei protagonisti ad una realtà come quella della città partenopea e la reciproca riconoscenza che, pur tra mille difficoltà e contraddizione, diventa “L’oro” e la vera ricchezza per la comunità.

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La locandina del film

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