Lorenzin: “Basta filosofia medievale contro i vaccini”

Vaccini
Un bambino viene vaccinato in un ambulatorio della Asl di Napoli, 3 novembre 2016.
ANSA / CIRO FUSCO

La ministra in un’intervista al Foglio: “Il governo adesso ha il dovere, urgente, di garantire uguale copertura vaccinaria su tutto il territorio nazionale”

“I genitori tendono a fare solo le vaccinazioni obbligatorie, e spesso non fanno quelle raccomandate. Come se non fossero importanti”. Per Beatrice Lorenzin, la battaglia contro il fenomeno anti-vaccini è sintomo di un paradosso. La ministra della Salute lo ribadisce in un’intervista al Foglio, in cui spiega quanto sia importante e vasto il fenomeno che ha portato ad un numero sempre crescente di famiglie che hanno deciso di non far vaccinare i propri figli.

“Su internet, – spiega – ma persino sui giornali, si diffonde una filosofia medievale contro i vaccini. Come se non fosse soltanto grazie ai vaccini che le piaghe infettive che hanno accompagnato per secoli la storia dell’uomo sono scomparse, o quasi, dalle nostre vite”. “Ma la scienza non è un talk show, – prosegue – non è questione di opinioni. La scienza non è democratica. In Emilia Romagna, a Rimini e Riccione, c’è la più grande concentrazione no Vax d’Italia. E in quella provincia le vaccinazioni sono precipitate al 65 per cento. Con questi dati è a rischio la salute pubblica”.

Per la responsabile del delicato dicastero siamo di fronte ad un comportamento irrazionale preoccupante e contraddittorio: “Da una parte c’è il desiderio dell’iper tecnologia, anche medica, e dall’altro c’è il rifiuto delle conquiste scientifiche di cui invece disponiamo. E’ un paradosso. Com’è un paradosso che la subcultura anti vaccini passi da Internet, cioè dal dispositivo tecnologico di comunicazione più moderno ed evoluto di cui disponiamo”.

Per Lorenzin siamo di fronte ad un emergenza a cui il governo deve rispondere con immediatezza. “Negli ultimi anni, dal 1999 a oggi, c’è stata molta tolleranza. Anche perché si percepivano meno i pericoli. E perché i livelli vaccinali, proprio grazie alle vaccinazioni obbligatorie, erano altissimi. E poi era anche un altro mondo. Le persone non si spostavano con la facilità e la frequenza con la quale ci si sposta oggi. E non c’era ancora il fenomeno epocale delle migrazioni di masse umane che si muovono dal sud del mondo verso l’Europa. Le malattie non rispettano i confini. E il governo adesso ha il dovere, urgente, di garantire uguale copertura vaccinaria su tutto il territorio nazionale. Non ci possiamo mettere dieci anni per raggiungere la soglia di sicurezza, che è quella del 95 per cento. Dobbiamo andare veloci, con vaccinazioni di massa sulla fascia dell’infanzia. In questo campo non si può intervenire sull’onda di psicosi collettive, com’è recentemente avvenuto per la meningite. Con centinaia di persone in coda per vaccinarsi improvvisamente. La profilassi, perché sia efficace, va pianificata”.

 


 

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