Corea del Nord: “Test con bomba H”. Ma per gli Usa è “una provocazione”

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Il Consiglio di sicurezza, riunito d’urgenza, condanna all’unanimità il gesto di Pyongyang e promette nuove sanzioni

Una “chiara minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali”, contro la quale saranno decise “misure aggiuntive” alle sanzioni contro la Corea del Nord, che arriveranno “in una nuova risoluzione”. È questa la decisione presa all’unanimità dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, che si è riunito d’urgenza dopo l’annuncio di Pyongyang di aver fatto esplodere la scorsa notte una bomba all’idrogeno. L’obiettivo è arrivare in fretta alle nuove misure contro il regime dittatoriale di Kim Jong-un. Molto probabilmente, però, si aspetteranno prima l’esito di studi indipendenti per capire se effettivamente l’esplosione fosse dovuta a una bomba H.

Gli Stati Uniti, però, al momento tendono a escludere questa ipotesi: sulla base di quanto emerso da alcune analisi iniziali sul test eseguito dalla Corea del Nord, non si tratterebbe di una bomba a idrogeno, ma che quella di Pyongyang sia una provocazione.

La Corea del Nord è giunta “una provocazione e una violazione delle norme internazionali”, ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. L’Onu si augura quindi che Kim Jong-un metta subito fine alle attività nucleari nel suo Paese e non venda le tecnologie acquisite a nessuno mentre gli Usa e la Corea del Sud minacciano Pyongyang di ritorsioni.

Il ministero della Difesa di Seul ha riferito che Coreadel Sud e Usa, a seguito di una telefonata tra il numero uno del Pentagono Ashton Carter e il suo omologo sudcoreano Han Mon Koo, intendono coordinarsi per una reazione “appropriata” – ma non sono stati forniti ulteriori dettagli su tempi e modi – nei confronti della Corea del Nord.

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