L’ombra della mafia su Fiera Milano ed Expo: 11 arresti

Corruzione
Un'immagine del progetto 'City after the City' nell'area ex Expo a Rho-Pero, il gruppo di mostre organizzate dalla Triennale di Milano nell'ambito della XXI Esposizione internazionale del design presentato oggi, aperto al pubblico da venerdì 27 maggio al 30 settembre. In esposizione sei mostre e un orto planetario di tremila metri quadri composto da vasche di ferro che contengono decine di specie vegetali da diverse parti del mondo. Milano, 24 maggio 2016. ANSA/ SILVIA EGIZIANO

I reati contestati sono di tipo tributario, riciclaggio e associazione per delinquere con l’aggravante della finalità mafiosa

La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito 11 misure di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine su presunte infiltrazioni della mafia negli appalti dell’Ente Fiera di Milano e di Expo 2015. Le accuse per gli arrestati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, riciclaggio e frode fiscale.

Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, e dai pm, Paolo Storari e Sara Ombra, le mani di Cosa Nostra sarebbero arrivate anche a quattro padiglioni nell’esposizione universale: quelli di Francia, Kuwait, Guinea Equatoriale e dello sponsor Birra Poretti. I finanzieri stanno eseguendo anche un sequestro preventivo di circa cinque milioni di euro.

Le società coinvolte ricorrevano a una sistema di fatture false per creare fondi neri, il denaro era poi riciclato in Sicilia. “E’ chiaro” – scrive il gip di Milano Maria Cristina Mannocci nell’ordinanza di custodia cautelare – “che un meccanismo quale quello emerso dalle indagini è stato reso possibile da amministratori di aziende di non piccole dimensioni, consulenti, notai e commercialisti che in sostanza ‘non avrebbero voluto vedere’ quello che accadeva intorno a loro”.  Il giudice milanese nella sua ordinanza parla di “gravi superficialità”, e di “convenienze”, da parte di “soggetti appartenenti al mondo dell’imprenditoria e delle libere professioni”. E per “alcuni” di loro “si profila peraltro un atteggiamento che va  oltre la connivenza”. Tra l’altro, scrive ancora il gip, nell’ipotesi accusatoria alla base dell’inchiesta “gli ‘affari’ al nord servono anche per finanziare” un clan di Cosa Nostra a Pietraperzia.

Anche Nolostand, società interamente controllata da Fiera Milano che ha ricevuto commesse per realizzare l’allestimento di alcuni padiglioni di Expo, è stata commissariata nell’ambito nell’inchiesta. La società è stata posta in “amministrazione giudiziaria” dalla sezione misure prevenzione del Tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia, per presunti contatti con personaggi legati a Cosa Nostra. Come si legge nel decreto di commissariamento, alcune persone arrestate oggi per associazione a delinquere di stampo mafioso “hanno avuto e hanno nell’attualità contatti con dirigenti, figure apicali e vertici di Nolostand”.

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