L’ombra del terrorismo sull’aereo caduto: “Non è stato colpito dall’esterno”

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I resti dell'aereo
. (Maxim Grigoriev/Russian Ministry for Emergency Situations via AP)

Si conferma l’ipotesi dell’attentato per l’Airbus precipitato sabato con 224 persone a bordo. L’Egitto: “Non escludiamo nessuna pista”

Un lampo di calore al momento dell’incidente dell’aereo russo nel Sinai è stato rilevato da un satellite Usa. I servizi segreti americani e funzionari militari stanno analizzando i dati per capire se il lampo si sia verificato a mezz’aria o sul terreno.

Potrebbero esserci diverse spiegazioni: dal lancio di un missile all’esplosione di un ordigno fino a  un motore difettoso. Insomma nessuna pista viene esclusa.  “Il numero dei lampi di calore è fondamentale”, ha detto l’analista dell’aviazione Usa, Miles O’Brien. “Se uno solo è stato rilevato, questo in qualche modo potrebbe allontanare il lancio di un missile e portare all’idea di un’esplosione a bordo dell’aereo”, ha aggiunto.

Dal Cairo, invece, il gruppo che sta analizzando la scatola nera del velivolo, spiega che l’aereo non è stato colpito dall’esterno ed il pilota non ha lanciato nessuna richiesta di soccorso, anche se le ricerche proseguono a tutto campo.

Il direttore della National Intelligence Usa, James Clapper, non esclude un atto di terrorismo in riferimento all’aereo russo precipitato nel Sinai con 224 passeggeri a bordo. “Non abbiamo ancora prove dirette di un coinvolgimento di terroristi”, ma non lo escludo, ha detto Clapper parlando con i giornalisti a Washington. Alla domanda se l’Isis, che ha rivendicato la responsabilità nell’attentato, poteva avere la capacità di abbattere l’aereo, Clapper ha risposto: “E’ improbabile, ma non lo escludo”.

Nell’incidente, avvenuto 23 minuti dopo il decollo da Sharm el-Sheik con destinazione San Pietroburgo, sono morte 224 persone, 217 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio. I reperti – e i corpi ancora da recuperare – sono sparsi in un’area di circa 16 km quadrati.

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