Lombardi prima vittima nella guerra tra bande: lascia il direttorio romano

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Pesa lo scontro sulla nomina di Daniele Frongia a capo di gabinetto bloccata dal mini-direttorio

Che Roberta Lombardi e Virginia Raggi non si amassero si era capito fin dall’inizio. La sindaca di Roma, sponsorizzata da Alessandro Di Battista, aveva infatti spodestato Marcello De Vito, uomo politicamente vicino alla prima capogruppo pentastellata alla Camera e sfidante della Raggi alle comunarie del M5s per il Campidoglio. Una sconfitta maturata nel segno di dossier e polemiche e che aveva lasciato ferite aperte nel Movimento romano. Ferite che non sono state sanate nemmeno dalla straordinaria vittoria di Virginia Raggi e che rievocano le battaglie in seno alla Dc di oltre trent’anni fa.

Roberta Lombardi ha fatto parte insieme a Paola Taverna, Massimo Castaldo e Gianluca Perilli, del mini-direttorio romano. L’organismo che doveva supportare l’operato del nuovo sindaco e che ben presto si è trasformato in un organo di controllo del nuovo sindaco. Ne verifica ogni passo e ne approva le decisioni. Così è stato per la nomina di Daniele Frongia a capo di gabinetto del sindaco, nomina bloccata dal direttorio in un mare di polemiche, e che poi ha portato l’esponente grillino ad essere scelto come vicesindaco della Capitale.

Negli ultimi giorni, i rapporti tra direttorio romano e Campidoglio, già deteriorati, sono ulteriormente peggiorati. Il blitz di Grillo a Roma sembrerebbe aver dato ancora più forza alla sindaca grillina. Il fondatore del MoVimento ha voluto incontrare la Raggi, ma non ha avuto nessun colloquio con la Lombardi. La strategia è chiara, in questo momento non si vuole offuscare la vittoria nella Capitale, un successo spot da sfruttare anche per le successive campagne elettorali.

I malumori della Lombardi, che insieme a Perilli avrebbe mosso accuse alla Raggi durante una riunione di fuoco, hanno alla fine portato alle dimissioni della parlamentare dal direttorio romano.  Dimissioni che a quanto si apprende sarebbero irrevocabili e che sarebbero state già presentate una volta: tre settimane fa, nel pieno dell’impasse Frongia-Marra. Ma in quell’occasione era stata convinta a desistere, anche per evitare che liti interne oscurassero una vittoria senza precedenti per il Movimento.

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