L’olio d’oliva diventa a scadenza variabile?

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In discussione al Senato una legge che recepisce le indicazioni dell’Ue. Protesta della Coldiretti

Eliminare la scadenza fissa dell’olio d’oliva (attualmente imposto dalla legge non oltre i 18 mesi dall’imbottigliamento) e lasciare ai singoli produttori la facoltà di stabilire autonomamente il termine massimo per il consumo del prodotto, sulla base dei trattamenti che esso ha ricevuto. È quanto prevede il disegno di legge del governo, che sarà discusso domani al Senato dalla commissione Politiche dell’Unione europea. Il testo, in realtà, recepisce le indicazioni provenienti da Bruxelles, che obbligano l’Italia ad adeguarsi alla normativa europea.

A contestare la norma, però, è Coldiretti, secondo la quale “togliere la data di scadenza dell’olio di oliva per favorire lo smaltimento delle vecchie scorte a danno dei consumatori è un errore che mette a rischio la qualità dell’offerta in Italia“.  La legge attualmente in vigore nel nostro Paese, contestata dall’Ue, infatti rappresenta per la Coldiretti “una importante misura di salvaguardia per il consumatore, poiché numerosi studi hanno dimostrato che con il tempo l’olio di oliva modifica le proprie caratteristiche”. Nessun pericolo per la salute, ma “con l’invecchiamento l’olio comincia a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute, in quanto rallentano i processi degenerativi dell’organismo”.

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