L’odio corre sul web, vergognosi insulti a Khalid Chaouki

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Dopo la strage di Parigi aumentano i vergognosi attacchi sui social contro il deputato dem. Ma lui non ci sta: “Io contro ogni fondamentalismo”

Ancora una volta sotto attacco, ancora una volta insultato e minacciato. Non c’è pace per Khalid Chaouki deputato del Partito Democratico. Classe 1983, originario del Marocco ma naturalizzato italiano, padre di tre figli, musulmano. Dovrebbe essere un orgoglio, essendo il primo italiano di seconda generazione eletto nel nostro Parlamento ed invece subisce ogni giorno, dal momento della sua elezione, continue aggressioni soprattutto via social. Un’escalation di violenza mirata e organizzata che è aumentata con le prese di posizioni di Chaouki sui temi dello ius soli e dei diritti civili di cui è sempre stato un fautore. Dopo i fatti di Parigi le preoccupazioni per la sua incolumità aumentano e Khalid non nasconde la sua inquietudine: “Sbagliano bersaglio, i nostri alleati sono le persone per bene”.

Anche il Presidente della Commissione diritti umani di Palazzo Madama, Luigi Manconi,  lancia un grido di allarme: “Khalid è un italiano perbene, un bravo parlamentare, una persona colta che suscita tanta ostilità esclusivamente perché la sua intelligenza e il suo equilibrio rappresentano una sfida e un’umiliazione per quelli che si considerano suoi nemici” e conclude in una nota “chiedo che sia protetto e chiedo sopratutto ai partiti, compresi quanti si considerano suoi avversari, di far giungere la propria solidarietà”.

I mittenti di questi attacchi sono noti e non fanno niente per nascondersi: sono militanti di Forza Nuova e affiliati ma anche sostenitori della Lega di Salvini.

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“E’ parodossale” dice Choauki “ che proprio io che mi sono sempre battuto contro ogni forma di fondamentalismo venga attaccato così. Eppure il pregiudizio ci acceca e non ci fa riconoscere chi sono gli amici”.

Dopo l’ultimo attacco via social, il deputato Pd, ha deciso di andare per via legali e denunciare: “Vivere realmente sereni non si può, non si è veramente liberi. E’ un clima pesante che dovrebbe far paura a tutti”.

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La solidarietà non basta, i messaggi di incoraggiamento da parte del Pd e delle persone che lo sostengono non sono mai mancati ma non cancellano l’amarezza e il senso di impunità “nonostante le decine di segnalazioni che ho fatto, c’è un ritardo colpevole della magistratura che non interviene in maniera tempestiva e garantisce a queste persone di fare come vogliono. Non parlo solo per me ma anche per chi è sotto attacco e non ha la forza di reagire”.

Chaouki la forza di reagire non l’ha mai persa e se gli chiedi: “Chi te lo fa fare? Ne vale davvero la pena?” Lui ti risponde: “Certe volte guardando i miei figli me lo chiedo ma poi è più forte la voglia di cambiare la società. Io penso di essere nel giusto e non mi rassegno a questo odio”.

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