Lo street artist Blu sta cancellando tutte le sue opere dai muri di Bologna

Arte
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Il gesto eclatante è la risposta a una mostra, in programma a Bologna dal 18 Marzo, vista da Blu e dai suoi collaboratori come un tentativo di appropriarsi indebitamente delle opere d’arte destinate a tutti

La secolare storia di contrapposizione tra il potere e l’arte: il primo impegnato a gestire a proprio vantaggio gli effetti della seconda, che per natura nasce libera e senza vincoli di appartenenza.
In questi giorni assistiamo a un ennesimo capitolo di questa disputa; Blu, uno degli street artist italiani più famosi e apprezzati all’estero, da ieri sera, insieme a un gruppo di occupanti dei centri sociali  XM24 e Crash, sta cancellando le opere che ha dipinto sui muri di Bologna nel corso degli ultimi vent’anni. La motivazione di questo gesto è da ricercare nell’inaugurazione della mostra, che si terrà a Bologna dal 18 Marzo, intitolata Street Art. Banksy & cO. – L’arte allo stato urbano, promossa da Genus Bononiae, con il sostegno della Fondazione Carisbo. Per l’occasione era in programma l’esposizione di alcune opere che verranno staccate dai muri della città.

Secondo Blu, dietro alla volontà dei curatori della mostra di  “salvare dalla demolizione e preservare dall’ingiuria del tempo le opere” ci sarebbe l’intento di accaparrarsi i profitti provenienti da un bene comune, i murales appunto, che invece trovano il loro senso nella collocazione urbana in cui sono stati concepiti.
Paradosso finale di tutta questa situazione; mentre gli street artist vengono puntualmente denunciati per le loro opere, che spesso riqualificano  e conferiscono dignità artistica a zone urbane degradate, Blu e i suoi collaboratori sono stati in queste ore denunciati per il motivo opposto: perché le stanno cancellando nel tentativo di opporsi a chi se ne vuole indebitamente appropriare.

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