Lo spettro del commissariamento si aggira per il Campidoglio. Purtroppo

Roma
The statue of the wolf in Campidoglio capitol Hill, Rome, Italy , 29 ottobre 2015 
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Giachetti: “Rischio paralisi”. Morassut: “Come faranno a presentare il bilancio?”

Adesso la situazione della Capitale d’Italia è entrata in una fase diversa e più seria. Il “combinato disposto” – come oggi si dice spesso – fra la persistente mancanza dell’assessore al Bilancio e le clamorose dimissioni del Ragioniere Generale del Comune di Roma, Fermante, a cui va aggiunta l’assenza di governance di Atac e Ama, rischia di portare la città alla “paralisi” – come detto stamane da Roberto Giachetti al nostro Cristiano Bucchi (guarda il video).

E’ tutto fermo, a Roma. Tranne il no alle Olimpiadi, la giunta Raggi non è di fatto mai partita. E sono passati più di 100 giorni. Però ora ci sono precise scadenze istituzionali da rispettare. Come dice Roberto Morassut (Pd), “mancano poche settimane all’approvazione del bilancio ed il rischio che la nuova amministrazione non abbia nemmeno i tempi tecnici per predisporlo e proporlo all’Aula si fa concreto”. Il tutto avviene dentro una situazione finanziaria già drammatica (è la grillina Roberta Lombardi a parlare di una situazione di “predissesto”): ma invece di azzeccare le nomine giuste e far saltare come birilli Minenna, De Dominicis, Tutino, la sindaca è costretta a vedersi sbattere la porta in faccia dal Ragioniere generale, con parole inequivocabili: “Lavoro senza un indirizzo politico… La sindaca non ha mai voluto incontrarmi”. Forse perché non aveva niente da dirgli.

A questo punto, o c’è una svolta in tempi rapidissimi o il rischio del commissariamento si fa concreto. Sarebbe una sconfitta di Virginia Raggi- Ma quello che è più importante è che sarebbe soprattutto una ferita per la Capitale d’Italia.

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